Tessere Smart Share per i pazienti con artrite reumatoide

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L’artrite reumatoide genera costi pari a 1,4 miliardi di euro l’anno, dei quali solo il 30% sono costi diretti.
400.000 nostri concittadini soffrono di questa patologia autoimmune sistemica, che colpisce non solo le articolazioni ma anche altri apparati e che necessita di un’altissima aderenza terapeutica per essere tenuta sotto controllo e ridurre le fasi acute e i ricoveri ospedalieri.
Anche in questo caso, ciò che serve è una maggiore focalizzazione sul paziente, che deve essere posto al centro del percorso di cura, così come sui territori, per individuare percorsi più snelli e al contempo più sostenibili e omogenei.

In linea generale, uno degli strumenti per realizzare questi obiettivi è la sanità digitale. Nasce quindi nuovo progetto, promosso dall’Associazione Nazionale Malati Reumatici Onlus ANMAR, dall’Associazione Nazionale Malati Reumatici Onlus ALMAR, dall’Asl di Rieti, dalla Società Italiana di Reumatologia, dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale e dalla Federazione Italiana dei Titolari di Farmacia Italiani, con la supervisione del Centro nazionale per la telemedicina e le nuove tecnologie assistenziali dell’ISS.

Presentato di recente a Roma, il progetto si chiama Tessere Smart Share e punta alla realizzazione della continuità assistenziale ai pazienti con patologia infiammatoria attraverso l’integrazione dei vari livelli di cura, specialista di riferimento e medici di medicina generale, tramite la creazione di un collegamento informatico tra le diverse strutture assistenziali che ruotano intorno al paziente: centri di eccellenza, ospedalieri, ambulatori, specialisti territoriali e di medicina generale.

Tessere Smart Share vuole quindi sfruttare la tecnologia informatica per mettere in contatto i diversi specialisti che si occupano di un paziente in visione multidisciplinare, ma anche per dare stesso valore a tutti i territori, anche a quelli decentralizzati, sviluppando percorsi di cura sempre più domiciliari che permetterebbero da una parte ai pazienti di spostarsi meno per i vari controlli e, dall’altra, di ridurre i costi.

Inoltre, si punta a offrire a ogni paziente il trattamento giusto al momento giusto. L’iniziativa si inserisce nel contesto di ristrutturazione del SSN in fase di progettazione in questo periodo: l’esperienza del Covid-19 ha infatti messo in mostra una serie di debolezze che devono essere affrontate e rinforzate, anche tramite l’uso della telemedicina.

Stefania Somaré

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