Studio su rivestimenti funzionali per protesi di titanio

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Un intervento di protesizzazione articolare può dare esiti negativi per varie ragioni, tra cui la principale è lo sviluppo di infezioni. Ma non solo.
Perché un intervento riesca al meglio occorre che la protesi diventi parte del comparto articolare del paziente e questo può essere difficile in soggetti le cui ossa si rigenerano con difficoltà o condizioni affini.
La ricerca sta cercando di sviluppare rivestimenti che siano in grado di rendere la protesi funzionale anche alla stabilità dei tessuti circostanti.

Uno studio cinese (Jianhong Zhou, Xiaoli Wang e Lingzhou Zhao. Antibacterial, angiogenic, and osteogenic activities of Ca, P, Co, F, and Sr compound doped titania coatings with different Sr content. Scientific Reports volume 9, Articolo numero 14203 (2019) ha cercato di valutare le proprietà dei rivestimenti che contengono contemporaneamente calcio, fosforo, cobalto e fluoro (TiCPCF), cui hanno aggiunto anche stronzio al 6, all’11 e al 18%.

L’aggiunta di stronzio non altera la composizione, la microstruttura, la ruvidezza, la bagnabilità e l’aderenza al titanio dei rivestimenti.

I ricercatori hanno quindi valutato le capacità antibatteriche, angiogeniche e osteogeniche dei tre rivestimenti ed è emerso che lo stronzio riesce a migliorare la proliferazione delle cellule mesenchimali, la differenziazione degli osteoblasti e l’osteointegrazione dell’impianto.
Tra i tre rivestimenti, il migliore è risultato quello all’11% (TiCPCF-S11).

Stefania Somaré

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