Sindrome patello-femorale ed efficacia della teleriabilitazione

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La sindrome patello-femorale colpisce con dolore la parte anteriore del ginocchio nei movimenti di flessione ed è una condizione che può essere indotta da una serie di cofattori, come la presenza di meniscosi, tendinopatie, artrosi, problemi muscolari o legamentosi.
Un altro fattore eziologico importante è il sovraccarico, che rende questa sindrome diffusa soprattutto tra gli sportivi, in particolare ciclisti, corridori, pallavolisti, cestisti. In generale, tutte le attività che caricano eccessivamente il ginocchio possono sfociare in questo problema.

Quanto è diffusa questa sindrome? Secondo una revisione sistematica britannica del 2018, il dolore patello-femorale avrebbe una prevalenza del 22,7% nella popolazione generale, valore che sale al 28% tra gli adolescenti, fascia d’età nella quale sembra colpire soprattutto le atlete.
La complessità di questa sindrome richiede una valutazione personalizzata, con ideazione di un piano d’azione incentrato sul paziente il cui obiettivo sia superare l’evento acuto ed evitare l’instaurarsi di una cronicizzazione, ben più difficile da trattare. Il percorso terapeutico per questi pazienti consiste nel riposo, nell’assunzione di antinfiammatori non steroidei e nello svolgimento di una terapia fisica atta a rinforzare i flessori dell’anca, il tronco e i muscoli del ginocchio.

Secondo alcuni studi, anche l’uso del taping chinesiologico può portare vantaggi nel breve periodo, ma le evidenze sono ancora scarse rispetto all’utilità di un uso prolungato e routinario di questo sistema. Molto utile valutare anche la postura del soggetto e la presenza di eventuali squilibri.
Nei soggetti che non rispondono al percorso conservativo si può decidere di intervenire chirurgicamente.

Uno studio turco ha valutato i risultati di uno stesso percorso fisioterapico somministrato in due modalità: un programma con supervisione online e uno a domiciliare. Lo studio ha previsto poi un terzo gruppo di donne per il controllo, non sottoposte a esercizio.
Gli esercizi proposti sono stati scelti perché di efficacia comprovata dall’evidenza scientifica. I programmi di allenamento sono durati 6 settimane per entrambi i gruppi, ognuno formato da 20 donne con sindrome patello-femorale dolorosa.

Gli autori hanno misurato, sia prima dell’inizio del programma di allenamento sia alla fine, una serie di indici per valutare il dolore, il range of motion del ginocchio, la forza muscolare in flessione ed estensione, la forza del gruppo di muscoli posterolaterali dell’anca, la funzionalità dell’articolazione patello-femorale, la qualità di vita, la ricorrenza di lesioni e la paura del movimento.
I risultati indicano nella supervisione online il metodo più efficace per ridurre il dolore e la paura del movimento, raggiungendo anche miglioramenti nella qualità di vita maggiori rispetto al programma domiciliare. Il campione preso in esame è piccolo, pertanto i risultati vanno ben calibrati, tuttavia il lavoro suggerisce che la supervisione online possa essere un’alternativa di teleriabilitazione ai semplici programmi domiciliari, almeno per donne con sindrome patellofemorale dolorosa.

(Lo studio: Arslan T, Gültekin MZ. The effect of a supervised online group exercise program on symptoms associated with patellofemoral pain syndrome in women. Technol Health Care. 2022 Nov 17. doi: 10.3233/THC-220533. Epub ahead of print. PMID: 36442169)

Stefania Somaré