Sensori indossabili dopo artroplastica totale di ginocchio

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Protesi completa di ginocchio e lesioni ai reni

La riabilitazione è una fase fondamentale del recupero funzionale dei pazienti che hanno subito un’artroplastica totale di ginocchio. È però essenziale che il percorso riabilitativo sia calibrato sulle reali esigenze del singolo soggetto, dettate anche dallo stato muscolare cui è giunto all’intervento, e che tenga conto dei suoi progressivi miglioramenti.
Un fisioterapista esperto è certo in grado di fare tutto ciò, ma con l’avvento della tecnologia può essere supportato anche da strumenti che gli offrono misure oggettive. Tra questi, anche i sensori indossabili.

Quali sono i reali vantaggi offerti da queste tecnologie? Per scoprirlo, un gruppo di ricerca cinese ha ideato un protocollo di studio, registrato sul Chinese Clinical Trial Registry. Si tratta di uno studio in parallelo e singolo cieco, condotto in un unico centro medico ortopedico, lo Xi’an Honghui Hospital. Per poter essere reclutati i pazienti dovranno avere un’età compresa tra i 50 e gli 80 anni, con gonartrosi in fase molto avanzata e ricoverati in ospedale per essere sottoposti ad artroplastica.
L’intento è coinvolgere almeno 80 pazienti per gruppo. Tanto il gruppo sperimentale quanto il gruppo di controllo seguiranno un percorso riabilitativo tradizionale, ma il primo lo farà indossando sensori capaci di registrare i movimenti degli arti inferiori e affiancati da un’apposita app, mentre gli altri con il supporto di un manuale.

La terapia riabilitativa avrà una durata di 12 settimane. Gli esercizi proposti sono stati selezionati in linea con una serie di documenti e linee guida internazionali, come l’American Academy of Orthopaedic Surgeons (AAOS) Clinical Practice Guidelines (CGPs) e l’American Association of Hip and Knee Surgeons (AAHKS) guidelines.
I progressi dei pazienti verranno analizzati a 2 settimane dalle dimissioni, alla fine della riabilitazione, quindi a 12 settimane, e a 24 settimane. Gli autori monitoreranno i progressi con una serie di parametri: il 6-min walk test (6MWT), l’American Knee Society Score (KSS), il McMaster Universities Osteoarthritis Index (WOMAC), la Scala Analogica Visuale (VAS) per il dolore e il Range of Motion (ROM). L’outcome principale dello studio riguarderà però i costi sanitari e il tempo riabilitativo dopo le dimissioni.

Gli autori vogliono infatti capire se l’uso dei sensori indossabili favorisca un percorso riabilitativo più personalizzato, rendendolo più veloce ed efficace, il che si tradurrebbe anche in un risparmio economico per la struttura sanitaria.
La fase di reclutamento dei pazienti ha preso avvio lo scorso aprile, mentre gli autori pensano di concludere il lavoro entro il prossimo settembre.

Serviranno poi i tempi tecnici per l’elaborazione e l’interpretazione dei dati. Avere dimostrazioni scientificamente basate dell’efficacia dei sensori indossabili nel migliorare la riabilitazione successiva a un’artroplastica di ginocchio ne consentirebbe un uso maggiore, supportando anche la teleriabilitazione.
In Paesi come la Cina, ma anche gli USA e l’Australia, caratterizzati da ampie aree rurali, poter supportare un percorso riabilitativo tagliando gli spostamenti e la presenza può significare aumentare i servizi per i pazienti.

(Lo studio: Yang, C., Shang, L., Yao, S. et al. Cost, time savings and effectiveness of wearable devices for remote monitoring of patient rehabilitation after total knee arthroplasty: study protocol for a randomized controlled trial. J Orthop Surg Res 18, 461 (2023). https://doi.org/10.1186/s13018-023-03898-z)