L’angolo di Cobb è considerato il gold standard per valutare la gravità di una scoliosi.
Si tratta dell’angolo che si forma dall’intersezione di due rette tangenti, la prima al piatto superiore della prima vertebra colpita da scoliosi e la seconda al piatto inferiore dell’ultima vertebra del tratto scoliotico.
Secondo alcuni, questa misurazione sarebbe però non accurata perché fortemente connessa all’interpretazione radiografica dell’osservatore, in particolare nel selezionare la vertebra finale del tratto e nel delineare il piatto inferiore.

Uno studio tedesco ha proposto un’altra misurazione, definendola più precisa: tracciare una linea che unisca tutti i centroidi delle vertebre del tratto scoliotico per rappresentare meglio le caratteristiche della curva (Bernstein, P., Metzler, J., Weinzierl, M. et al. Radiographics scoliosis angle estimation: spline-based measurement reveals superior reliability compared to traditional Cobb method. Eur Spine J (2020). https://doi.org/10.1007/s00586-020-06577-3).
Più nel dettaglio, i ricercatori sono partiti da radiografie di varia qualità di 551 pazienti scoliotici: queste sono state visionate da quattro tecnici, che hanno segnato la posizione dei centroidi.
A questo punto, sono state disegnate le linee e paragonato alle misurazioni degli angoli di Cobb.
I ricercatori hanno poi ideato un network neurale in grado di identificare automaticamente i centroidi e di costruire le linee corrispondenti. Queste ultime sono state paragonate a quelle effettuate a mano.

Il primo interessante risultato è che il metodo proposto presenta una correlazione tra osservatori maggiore della misurazione dell’angolo di Cobb, con una varianza inferiore di 1.5-2 volte a seconda della regione anatomica.
Il network neurale si è dimostrato ancora più preciso.
Ulteriori studi sono necessari per verificare se si possa modificare il gold standard.

Stefania Somaré

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