Rischio di caduta e disordini del movimento funzionali, utilità dello shoulder-touch test

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Il Dipartimento di Neuroscienze, Biomedica e Movimento dell’Università di Verona e il Centro medico dell’Università Radboud di Nijmegen (Paesi Bassi), in collaborazione con il CEMAND dell’Università di Salerno, propongono l’uso dello shoulder-touch test per individuare chi, tra coloro che soffrono di disordini del movimento funzionali, ha un aumentato rischio di caduta. Ricadono tra questi pazienti, per esempio, coloro che soffrono di tremori, distonia e alterazioni della marcia/equilibrio.

Importante sottolineare che si tratta di disturbi abbastanza diffusi, dato che corrispondono a circa il 20% di tutti i disturbi del movimento.
Lo studio parte dell’osservazione che molti dei pazienti con difficoltà motorie e di equilibrio, non sono davvero a rischio caduta o, comunque, non cadono così di frequente come si penserebbe.

Prevenire le cadute è fondamentale per evitare le conseguenze traumatiche a queste associate: proprio per questo, è utile capire quali sono i soggetti che necessitano davvero di accorgimenti e interventi.

Lo shoulder-touch test consiste nel toccare in modo lieve la spalla del paziente: ciò fa emergere le possibili eziologie funzionali dell’instabilità posturale, facilitando quindi il riconoscimento dei pazienti a rischio caduta. 48 i pazienti coinvolti, tutti sottoposti a un’attenta valutazione clinica per individuare instabilità posturale: il test utilizzato è stato, in questo frangente, quello di retropulsione.

Solo i soggetti con un test di retropulsione ≥1, ovvero anormale, sono stati sottoposti anche al shouder-touch test: gli autori li hanno toccati lievemente sulle spalle per individuare reazioni posturali incongruenti ed esagerate, che consistono nell’eseguire due o più passi per ristabilire l’equilibrio o nel cadere. La caduta è stata evitata dall’esaminatore.

Gli autori hanno identificato 25 pazienti positivi al test di retropulsione: di questi, il 25% ha avuto una risposta anche al test shuolder-touch, a dimostrare l’utilità di effettuare anche questa valutazione. Questi risultati sono stati confrontati con quelli di pazienti con Parkinson e Paralisi Sopranucleare Progressiva.

Il test è risultato sensibile solo al 48%, a fronte di una specificità del 100%. L’Università di Verona è un centro esperto per i disordini motori funzionali: presso l’Azienda Ospedaliera Integrata di questo Istituto nel 2017 è stato avviato il Registro italiano disturbi motori funzionali/da conversione dell’Accademia Limpe-Dismov, del quale il Centro regionale specializzato per la malattia di Parkinson e disturbi del movimento è promotore e coordinatore.
Il Registro ha lo scopo di raccogliere informazioni relative a questi disturbi nelle Regioni italiane e vede l’adesione di 25 centri. Ancora sottovalutati, questi disturbi sono spesso ancora visti come conseguenza di traumi emotivi-psicologici: una convinzione sbagliata, se si considera che in molti dei pazienti che ne soffrono non vi è riscontro di problematiche psicologiche.
Tant’è che tale correlazione non è più presente nel “Manuale diagnostico dei disturbi mentali”. Resta importante capire il rapporto causa/effetto tra questi difetti motori e il rischio di caduta per poter rafforzare la prevenzione.

(Lo studio: Geroin C, Nonnekes J, Erro R, Camozzi S, Bloem BR, Tinazzi M. Shoulder-touch test to reveal incongruencies in persons with functional motor disorders. Eur J Neurol. 2022 Aug 29. doi: 10.1111/ene.15532. Epub ahead of print. PMID: 36038356)

Stefania Somaré