Rinforzo dei muscoli flessori di anca con approccio robot-assistito

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Tra gli obiettivi dei percorsi riabilitativi in soggetti con lesione spinale c’è il recupero della contrazione volontaria muscolare, necessaria per la ripresa di alcune funzionalità.

Uno studio danese, pubblicato su Spinal cord series and cases, si concentra in particolare sui muscoli flessori dell’anca, valutando la possibilità di utilizzare un approccio riabilitativo robot-assistito in grado di assicurare, per esempio, maggiore range of motion nei movimenti articolari e di supportare un alto numero di ripetizioni, proteggendo al contempo il fisioterapista da lavori usuranti.

Il dispositivo utilizzato in questo studio si chiama ROBERT® ed è prodotto in Danimarca: si tratta di un robot assistivo che, nella sua ultima versione, può essere programmato per far compiere al paziente esercizi appositamente strutturati per la sua situazione. In questo modo il fisioterapista può far vedere al paziente l’esercizio da svolgere e supportarlo nelle prime esecuzioni, per poi affidarlo al supporto del robot.

L’uso di ROBERT® richiede la presenza di un fisioterapista esperto nella sua programmazione. I pazienti, reclutati a meno di 3 mesi dall’evento lesivo o dall’intervento chirurgico, presentano flessori dell’anca con forza da 1 a 3, valutata con il manual muscle test. Dal momento che ROBERT® non è mai stato utilizzato per il rinforzo dei muscoli in pazienti con lesione spinale, lo scopo primario dello studio è proprio valutarne la fattibilità, così da poterlo eventualmente inserire in un secondo momento in uno studio randomizzato e controllato.

Il protocollo studiato

Condotto presso lo “SCI Centre of Western Denmark”, lo studio utilizza un protocollo riabilitativo appositamente pensato per la tipologia di pazienti inclusa e, nel contempo, adeguato all’implementazione in clinica.

La scelta di valutare i muscoli flessori di entrambe le anche è funzionale a utilizzarne uno come studio e l’altro come controllo. Si è, quindi, stabilito che ogni paziente effettuasse, oltre al percorso fisioterapico tradizionale, anche 60 ripetizioni di flessione dell’anca da posizione supina con l’assistenza del robot riabilitativo, divise in 3 serie da 20 ripetizioni separate da 30 secondi di riposo, il tutto 3 volte la settimana, per 4 settimane di fila.

Volendo lavorare sul rinforzo muscolare, è necessario stabilire una resistenza contro cui agire: questa è scelta di volta in volta in base alle possibilità del soggetto e incrementata nel tempo al crescere dell’autonomia del paziente stesso. In questi modo il percorso diventa personalizzato.

Il robot può essere utilizzato in studi di efficacia

Il primo aspetto da tenere in considerazione è l’accettazione del robot riabilitativo da parte dei 4 pazienti intervenuti nello studio: il parere è stato positivo. Tutti sono stati soddisfatti, anche se decisi nel ritenere questo tipo di intervento un qualcosa da aggiungere al percorso riabilitativo con il fisioterapista.

Apprezzata la possibilità di variare l’intensità di lavoro e la presenza del fisioterapista in supervisione, il cui compito è anche di motivare i pazienti a non lasciar lavorare solo il robot, ma a partecipare attivamente al movimento.

Altro dato positivo è l’aderenza terapeutica ottenuta, del 96%, con sole 4 sessioni cancellate durante il periodo di studio. Anche il tempo richiesto per l’esecuzione delle ripetizioni è accettabile, compreso tra 7 minuti e mezzo e 16 minuti e mezzo, purché sia richiesto il rinforzo singolo di un solo muscolo. Altrimenti la modalità diventa troppo dispendiosa.

A fronte di tutti questi esiti, gli autori confermano la bontà dello strumento e l’intento di continuare a studiarlo per applicarlo poi a uno studio randomizzato multicentrico.

Studio: Sørensen, S.L., Poulsen, I., Harvey, L.A. et al. Robotic technology (ROBERT®) to enhance muscle strength in the hip flexor muscles following spinal cord injury: a feasibility study. Spinal Cord Ser Cases 10, 20 (2024).