Osteoporosi e problemi articolari: realtà virtuale supporta i percorsi riabilitativi

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Una revisione della letteratura condotta su 23 articoli consente di stilare indicazioni per rendere un percorso in realtà virtuale efficace e al tempo stesso facile da seguire, per incentivare anche l’aderenza terapeutica.

L’osteoporosi deriva da un’alterazione del metabolismo osseo che porta a una costante riduzione di calcio nelle ossa e alla loro fragilità. Più frequente nelle donne, non disdegna gli uomini, aumentando notevolmente il rischio d’incorrere in fratture da fragilità: a tal proposito, si stima che nel corso della vita 1 donna su 3 e 1 uomo su 5 sperimenteranno una frattura da fragilità.

La stima attuale è che siano affetti da osteoporosi almeno 500 milioni di persone nel mondo, un numero destinato a crescere con l’invecchiamento della popolazione. L’età di esordio è, infatti, intorno ai 65 anni. Al momento l’osteoporosi causa, ogni anno, quasi 9 milioni di fratture, con costi sociali e sanitari associati. La più pericolosa è quella del collo del femore, ma altre sedi frequentemente interessate sono vertebre e polso.

Se si scende più nel dettaglio ci si accorge presto che, da sola, l’osteoporosi crea più danni di patologie ben più note, come tumore e malatte cardiovascolari. Per esempio, nelle donne l’osteoporosi si associa a un maggior numero di giorni di ricovero l’anno rispetto al tumore al seno, mentre nell’uomo il rischio di frattura da fragilità è il 27% maggiore di quello di sviluppare un tumore alla prostata.

Questa patologia e le fratture che causa possono anche aumentare il tasso di mortalità, soprattutto se le fratture sono al collo del femore: la letteratura parla di un rischio di morte aumentato del 20-24% entro un anno da questa frattura. Eppure, l’attenzione rivolta all’osteoporosi è decisamente inferiore di quanto meriterebbe.

Riabilitazione e osteoporosi

Per intervenire sull’osteoporosi occorre muoversi in due modi: da una parte, con la prevenzione primaria, fatta di sana alimentazione, allenamento costante ed esposizione al sole e, dall’altra, di prevenzione secondaria sui soggetti a maggior rischio di sviluppare la malattia, con screening, se necessario, farmaci e percorsi di riabilitazione adeguati.

L’allenamento, in particolare un’alternanza di attività a bassa e alta intensità, sembra infatti stimolare il corretto metabolismo osseo, rallentandone l’indebolimento. Perché l’allenamento abbia effetto deve, però, essere costante nel tempo. Occorre quindi sensibilizzare la popolazione e trovare strumenti che siano di stimolo, come per esempio la realtà virtuale.

Negli ultimi anni sono stati pubblicati alcuni articoli che valutano l’efficacia di interventi supportati dalla realtà virtuale per l’osteoporosi, ma se questa sia davvero efficaci non è ancora chiaro. Ecco allora che un team irlandese dell’Università di Galway ha allestito una revisione della letteratura. Al lavoro ha collaborato anche il Trinity College di Dublino.

I risultati

Come prima cosa, occorre sottolineare che gli studi in letteratura su realtà virtuale e osteoporosi sono insufficienti per avviare una revisione, quindi gli autori hanno deciso di includere anche lavori che utilizzano la realtà virtuale nel trattamento riabilitativo di altre patologie muscoloscheletriche. In questo modo sono riusciti a ottenere un campione di 23 studi, per un totale di 539 pazienti.

Gli studi inclusi si differenziano per dispositivo di realtà virtuale utilizzati, appartenenti però a quattro categorie: display montato sulla testa, tavola di equilibrio, videocamera e device più specifici, utilizzati anche negli exergame. In generale, la revisione conferma che la realtà virtuale può essere uno strumento utile a ottenere miglioramenti in diverse aree, come l’equilibrio, il rinforzo muscolare e il passo. Tutti aspetti che riducono il rischio di caduta.

Tuttavia, emerge anche la necessità di saper individuare lo strumento più adeguato al caso specifico, perché alcuni dispositivi si mostrano più utili nell’allenare l’equilibrio, per esempio, piuttosto che nel rinforzare la muscolatura.
I feedback inclusi nella realtà virtuale, inoltre, supportano e incoraggiano il paziente nel proseguire con l’allenamento, facilitando l’aderenza al percorso stabilito.

La revisione fornisce infine delle indicazioni per rendere i percorsi con realtà virtuale più sicuri e stimolanti. Il lavoro, molto dettagliato, è disponibile open source per chiunque volesse leggerlo integralmente.

Studio: Thuilier, E., Carey, J., Dempsey, M. et al. Virtual rehabilitation for patients with osteoporosis or other musculoskeletal disorders: a systematic review. Virtual Reality 28, 93 (2024). https://doi.org/10.1007/s10055-024-00980-7