Riabilitazione post amputazione efficace in fase pre e post protesica

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(foto archivio)

Traumi o problematiche vascolari possono portare a un’amputazione, un evento a sua volta traumatico, che colpisce tanto il corpo quanto la psiche del paziente. Viene a mancare l’equilibrio del corpo e, se si tratta di arto inferiore, anche la possibilità di deambulare con semplicità.

In questi casi, la riabilitazione è fondamentale e consiste di un allenamento generale, trazione dell’anca e del ginocchio e potenziamento di tutti i muscoli del corpo, anche quelli superiori e gli addominali. Appena possibile, occorre incoraggiare il paziente a eseguire esercizi in stazione eretta, con il supporto di sbarre parallele.
Esiste una personalizzazione di questo percorso riabilitativo, che deve essere muldisciplinare, soprattutto quando il soggetto è anziano.

Uno studio dell’Università di San Paolo, in Brasile, descrive gli esiti su mobilità, equilibrio, funzionalità e qualità del passo di percorsi riabilitativi ideati per pazienti in seguito a una amputazione. Secondo gli autori, infatti, la letteratura è scarsa quando si parla di questi percorsi e, ciononostante, nel mondo l’incidenza di amputazione sia ancora elevata.

Lo studio è di tipo retrospettivo e si basa sui dati registrati di pazienti ricoverati per una riabilitazione intensiva, tutti con amputazione all’arto inferiore: per ognuno si sono prese informazioni su eziologia dell’amputazione, mobilità, equilibrio e capacità di camminare… il tutto prima e dopo l’approccio alla protesi. Gli indici utilizzati dai ricercatori sono stati il timed up and go per la mobilità, l’amputee mobility predictor per l’equilibrio e la funzionalità e il 2 minute walk test per il passo.

Gli autori hanno anche verificato se ci siano differenze in soggetti amputati per patologie vascolari, per lo più associate al diabete, e quelli amputati per ragioni traumatiche, come un incidente. In effetti, gli esiti delle valutazioni portano a evidenziare differenze nell’incidenza delle due cause di amputazione, con la ragione traumatica più presente nei soggetti più giovani. In ogni caso, il percorso riabilitativo ha permesso a tutti i pazienti di migliorare gli indici di sopra elencati prima di ricevere la protesi e iniziare quindi la seconda fase riabilitativa, quella che serve a imparare a utilizzare al meglio il dispositivo. Le differenze riscontare in questo miglioramento dipendono solo dai livelli di partenza, non essendo quindi influenzati da età e causa dell’amputazione. Questi miglioramenti sono stati utili a favorire l’accettazione e l’uso della protesi.

Gli autori hanno inoltre verificato che i miglioramenti proseguono anche nella fase post protesica. Come anticipato, la riabilitazione post amputazione è fondamentale per consentire al paziente di trovare un nuovo equilibrio corporeo, oltre che per rinforzare la muscolatura rimanente dopo l’intervento. Tutto ciò influenza il processo di protesizzazione, che soprattutto per gli arti inferiori richiede molto lavoro per ottenere un setting ideale a garantire equilibrio e confort al paziente.

(Lo studio: Utiyama, Daniela Mitiyo Odagiri PhD; Alfieri, Fábio Marcon PhD; dos Santos, Artur César Aquino BSc; Ribeiro, Carla Paschoal Corsi BSc; Sales, Viviane Caroline BSc; Battistella, Linamara Rizzo PhD Effects of an Inpatient Physical Rehabilitation Program Designed for Persons with Amputations of Traumatic or Vascular Etiologies, Journal of Prosthetics and Orthotics: July 2022 – Volume 34 – Issue 3 – p 152-158 doi: 10.1097/JPO.0000000000000436)

Stefania Somaré

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