Riabilitazione e sistemi innovativi, la sfida del Don Gnocchi

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Fondazione Don Carlo Gnocchi, Università degli Studi di Milano Bicocca, LIUC Università Carlo Cattaneo di Castellanza e Irccs Istituto Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia, in collaborazione con l’azienda digitale ETT Spa, la società di consulenza e sviluppo di soluzioni tecnologiche Astir e l’azienda Open Lab, stanno lavorando per costruire una rete per la creazione e validazione di percorsi di cura riabilitativi dedicati alle tante persone con patologie croniche non trasmissibili e invalidanti. L’hub è stato chiamato Smart&Touch-ID: soluzioni intelligenti che sfruttino le nuove tecnologi e che siano connesse ai bisogni e al territorio e che siano individualizzati.

L’hub si basa su sfide, o challenge, lanciate da un ente: l’idea è che esperti di riabilitazione ed esperti nello sviluppo tecnologico lavorino insieme per creare e validare nuove soluzioni ai temi lanciati. Un approccio di per sé nuovo, quali ludico, che promette di trovare soluzioni interessanti e offre un supporto a start up e aziende nel concretizzare i propri progetti e idee. Al momento l’unica sfida presente è stata lanciata dalla Fondazione Don Gnocchi: si chiama “Smart-therapy in riabilitazione” ed è principalmente indirizzata a innovator tecnologici che vogliano collaborare per identificare soluzioni innovative nella terapia riabilitativa dedicata a persone con disabilità cognitiva o motoria cronica.

Si tratta di oltre 3 milioni di italiani che, a causa di queste disabilità, vivono un quotidiano difficile, limitato e insidioso… spesso persone anziane e fragili, che tanto hanno sofferto dalla pandemia, e per le quali occorre pensare soluzioni di presa in carico e riabilitazione che escano dall’ospedale per raggiungere il territorio, fino ad arrivare al domicilio del paziente. Chi volesse rispondere alla challenge non deve far altro che proporre le proprie soluzioni, protette da un accordo di riservatezza: l’hub offre supporto e mentorship, ma non solo.

Le proposte vengono valutate e, in base alla maturità tecnologica, l’hub supporta l’azienda per migliorarne il design, svilupparne meglio il progetto, renderlo efficace rispetto agli obiettivi clinici e di benessere richiesti dalla sfida, ma anche per farne una valutazione economica e di rispondenza ai criteri regolatori ed eventuale brevettabilità. La partecipazione permette inoltre di avere un affiancamento nel condurre studi clinici di validazione (trial clinici).

Insomma, l’Hub prende in considerazione ogni aspetto di una innovazione, partendo dalla progettazione fino alla sua sperimentazione: in questo modo, e grazie al sostegno e al know-how della rete, ogni proposta è fortemente ancorata ai bisogni ai quali deve rispondere.
Inoltre, persone, enti ed esperti sono attori della medesima rete e ne saranno i primi utilizzatori e sponsor. Questo consente alle aziende di anticipare le traiettorie del mercato consolidando la propria posizione nell’ecosistema “a quattro eliche” (Centri di ricerca, Imprese, Pubblica Amministrazione e Società civile) dell’innovazione per la salute.

Stefania Somaré