Progetto BRIEF, potenziare la rete di infrastrutture di ricerca in biorobotica

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(foto archivio)

La biorobotica è una scienza che si fonda sulla fusione di ingegneria, robotica e biologia che si concentra sullo sviluppo di dispositivi robotici da utilizzare in ambito medico, per esempio per migliorare i percorsi riabilitativi o sviluppare protesi sempre più performanti e simili agli arti nativi.
Al centro delle ricerche in biorobotica ci sono poi le tecnologie indossabili e collaborative, gli organi artificiali, la medicina rigenerativa, la modellazione matematica e computazionale utile per migliorare la diagnostica o anche solo la conoscenza di alcuni fenomeni, la bioelettronica e le neuroscienze robotiche. Si tratta di un ampio spettro di applicazione che richiede competenze di vario genere e fortemente basato sulla circolazione delle idee e la collaborazione.

Ecco perché l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa si è fatta capofila del progetto Biorobotics Research and Innovation Engineering Facilities – BRIEF, il cui obiettivo è potenziare la Rete di Biorobotica del nostro Paese.
Partner del progetto sono l’Università degli Studi di Napoli Federico II e il Politecnico di Bari.
Più nel dettaglio, questi enti intendono promuovere nuove scoperte scientifiche nelle scienze biomediche, nelle microscienze e nelle nanoscienze, potenziandone anche il potere traslazionale per sviluppare tecnologie abilitanti, da nuovi materiali a sensori, da sistemi di misura e controllo all’elaborazione di dati tramite intelligenza artificiale e così via.
Obiettivo finale, favorire lo sviluppo di piattaforme biorobotiche che collaborino al miglioramento del benessere e della salute dei cittadini con uno sguardo attento, al contempo, alla sostenibilità ambientale, un aspetto che non si può più mettere da parte.

L’idea alla base del progetto è piaciuta tanto alla Commissione Internazionale Area Data, Computing and Digital Research Infrastructures (DIGIT) da meritargli il primo premio e un finanziamento di oltre 24 milioni di euro, provenienti dal PNRR e sostenuti dal programma europeo NextGenerationEU. Il finanziamento consente la partenza del progetto, prevista per prossimo primo ottobre. Nei 30 mesi di durata di BRIEF gli enti coinvolti si impegnano a individuare possibili nodi della rete e se necessario, ristrutturarli per renderli adeguati al lavoro di ricerca: alcuni di questi si trovano presso la Scuola Sant’Anna stessa, ma altri saranno sul resto del territorio nazionale.

La rete parte con un nodo già individuato, quello di Pontedera, già identificato ad alta priorità dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano Nazionale Infrastrutture di Ricerca 2021-2027.
La rete avrà inizialmente maggiore importanza in Toscana, Campania e Puglia, Regioni che ospitano gli Enti promotori, ma l’idea è di espanderla ad altre realtà, aprendosi ad altre università, enti di ricerca, ricercatrici, ricercatori che aderiranno all’infrastruttura di ricerca tramite bandi ad accesso aperto e laboratori congiunti.

Christian Cipriani, direttore dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, sottolinea l’importanza del progetto, ricordando che «consentirà di sviluppare nuovi laboratori e nuovi spazi per la ricerca aperti alle ricercatrici e ricercatori di tutto il mondo, nell’auspicio che ciò contribuisca a rafforzare la posizione internazionale della ricerca condotta dalla nostra comunità».
Un obiettivo importante perché capace di dare lustro alla nostra ricerca e anche di attrarre finanziatori capaci di trasportare nella realtà commerciale prototipi brevettati che altrimenti rischierebbero di restare tali.

Stefania Somaré