Pressione plantare e instabilità cronica dell’anca

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Human joints concept with the skeleton anatomy of the body with a group of panels of sore joints glowing as a pain and injury or arthritis illness symbol for health care and medical symptoms.

Lo scorso febbraio è stato pubblicato sulla rivista Gait & Posture l’articolo “Effects of an auditory biofeedback device on plantar pressure in patients with chronic ankle instability” in cui si è verificato l’effetto di un device a biofeedback sulla pressione plantare di pazienti affetti da instabilità cronica dell’anca.

L’instabilità cronica dell’anca ha tra i suoi effetti il fatto di provocare un aumento della pressione plantare dovuta fondamentalmente all’andatura assunta dalla persona. I tradizionali programmi di riabilitazione per l’instabilità cronica dell’anca non sono riusciti a modificare l’andatura e quindi a incidere su questo aumento di pressione.

Nell’articolo citato i ricercatori, quasi tutti afferenti al Dipartimento di Chinesiologia dell’Università della Virginia (Usa), hanno sviluppato un device con biofeedback sonoro che, una volta indossato nelle scarpe, segnala quando vi è un eccessivo aumento della pressione sul sensore, e quindi sulla pianta del piede, e ne hanno studiato gli effetti su dieci pazienti. L’obiettivo dello studio era capire se il dispositivo fosse in grado non solo di ridurre la pressione plantare ma anche di modificare le ampiezze dell’elettromiografia di superficie, in particolare per i muscoli tibiale anteriore, il lungo peroneo, il grastrocnemio mediale e il gluteo medio. Il primo passo è stato far camminare ognuno dei dieci pazienti per poter contemporaneamente misurare la pressione plantare e registrare l’elettromiografia di superficie. Quindi è stato aggiunto il dispositivo da testare nelle calzature dei pazienti che hanno effettuato lo stesso percorso: il sensore acustico suonava a ogni passo, se necessario, indicando ai pazienti quando la pressione plantare era eccessivamente aumentata. A questo punto ai pazienti è stato insegnato come camminare per non far più suonare il sensore e in contemporanea sono stati registrati il feedback acustico e l’elettromiografia di superficie. A questo punto è stato possibile comparare le nuove tracce con quelle iniziali. Il risultato è stato positivo: si è misurata una diminuzione della pressione plantare sia nella zona laterale del piede anteriore sia in quella centrale, oltre a un aumento di 200 ms nell’ampiezza dell’elettromiografia di superficie sia del lungo peroneo sia del gastrocnemio mediale.

(fonte: Sonovan L., Feger M.A et al; Effects of an auditory biofeedback device on plantar pressure in patients with chronic ankle instability; Gait Posture febbraio 2016; 44:29-36).