Polso, propriocezione in articolazioni sane o denervate

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Ci sono condizioni cliniche nelle quali una denervazione del polso, effettuata con le attenzioni del caso, può portare benefici al paziente, in particolare riducendo il dolore (stime riferiscono che questa pratica funziona nel 70% dei pazienti).
Un esempio sono casi di artrite dolorosa che non ha ancora limitato tutti i movimenti articolari.

Che cosa accade, però, alla propriocezione in questi pazienti?

Uno studio tedesco si è concentrato su questo aspetto (Rein, S., Winter, J., Kremer, T., Siemers, F., Range, U., & Euchner, N. (2020). Evaluation of proprioception in denervated and healthy wrist joints. Journal of Hand Surgery, European Volume), prendendo in considerazione 25 pazienti con denervazione totale di polso e 60 adulti sani per valutare le differenze esistenti nella propriocezione conscia e inconscia tra i due gruppi.

In particolare, sono stati misurati il senso di forza, i riflessi del polso e il senso di posizione controlaterale dell’articolazione.

Lo studio ha utilizzato anche l’elettromiografia per registrare i segnali elettrici provenienti dal muscolo estensore radiale breve del carpo, dall’estensore ulnare del carpo, dal flessore radiale del carpo e dal flessore ulnare del carpo.

I ricercatori non hanno trovato differenze nella propriocezione tra i due gruppi, a eccezione che nel tempo di riflesso del muscolo flessore ulnare del carpo denervato.

I pazienti con denervazione sono stati seguiti per una media di 32 mesi dopo l’intervento e in questo periodo non si sono evidenziati deficit di propriocezione conscia.
La denervazione completa di polso, quindi, non porta a difficoltà propriocettive il paziente, né per quanto riguarda il senso della posizione dell’articolazione né per quanto riguarda il senso di forza e la capacità di riflesso.

Stefania Somaré

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