Per l’instabilità, una classificazione stabile

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L’instabilità peritalare laterale è una patologia complessa la cui origine può esser dovuta a una molteplicità di fattori e che può sfociare in artrosi della tibiotarsica e della sottoastragalica. A una sua classificazione tale da garantirne un valido inquadramento diagnostico e un algoritmo terapeutico è stata dedicata l’esposizione compiuta da Federico G. Usuelli e Umberto Alfieri Montrasio del Cts dell’Ircss Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, in occasione della consensus conference organizzata dalla Società Italiana della Caviglia e del Piede. Il punto di partenza dei loro studi è l’astragalo come chiave di volta dell’articolazione tibiotarsica, con la sua forte incidenza sugli aspetti biomeccanici e di allineamento della caviglia, considerata nella sua natura di unità funzionale costituita insieme all’articolazione sottoastragalica. In essa, oltre alla componente scheletrica, svolgono un ruolo fondamentale anche muscoli e tendini, a loro volta condizionati nelle funzioni di pertinenza dai legamenti peritalari. Se è dunque legittimo parlare di instabilità peritalare, la riflessione di Usuelli e Montrasio ha inteso offrirne un nuovo algoritmo di trattamento facente leva sull’anatomia, sulle conoscenze di biomeccanica, infine sulla clinica dell’instabilità medesima. Essenziale è la considerazione del complesso delle articolazioni tibio-tarsica e sottoastragalica come una sola unità definibile come coxa pedis. Essa è deputata alla dissipazione efficiente delle forze compressive «di taglio e rotazionali cui è soggetta durante la stazione eretta e nelle fasi del passo». Legamenti e propriocezione muscolare, hanno rilevato Usuelli e Alfieri Montrasio, «hanno compiti più rilevanti nella dinamica» e «traumi singoli, ripetuti e procedure chirurgiche reiterate possono comprometterne l’elasticità, l’efficienza e la funzione dinamica». Il che può produrre, considerata anche la possibile presenza di lesioni osteocondriali e mal-allineamenti, un maggior rischio di artrosi post-traumatica. In questo senso, il modello dell’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano mira al trattamento dell’instabilità peritalare, da un lato, e dall’altro punta a una prevenzione più efficace della degenerazione artrosica.