Osteomielite: indicazioni per una corretta diagnosi

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Dolore localizzato a livello di una porzione di osso, febbre e perdita di peso sono tra i sintomi principali dell’osteomielite, che può determinare una riduzione dell’apporto di sangue ad alcune aree dell’osso, determinandone anche la morte.

La diagnosi di osteomielite viene effettuata con una sinergia tra cultura cellulare della parte molle dell’osso e studio istopatologico del tessuto.

Secondo la letteratura, però, questo metodo porta a individuare la malattia solo nel 30% dei casi: servono quindi criteri diagnostici più robusti.

Questa, almeno, è la convinzione di un gruppo di ricercatori statunitensi che ha ideato un algoritmo istopatologico in grado di determinare la gravita della patologia partendo dallo studio dei campioni istopatologici (Sybenga, Amelia B. et al. Diagnosing Osteomyelitis: A Histology Guide for Pathologists. The Journal of Foot and Ankle Surgery. Articolo pubblicato online prima della stampa).

Studi recenti hanno evidenziato il ciclo di vita dell’osteomielite, illustrandone la progressione istologica: diventa così possibile individuare 5 fasi, ognuna caratterizzata da alcune caratteristiche.

L’algoritmo è basato su 15 criteri e porta a definire la patologia come acuta, acuta/cronica, cronica, cronica attiva e cronica inattiva; è stato sviluppato partendo da 462 immagini da microscopio derivate da 263 pazienti.

Le diagnosi effettuate con questo algoritmo hanno individuato casi che non erano stati diagnosticati e che sarebbero stati trattati in ritardo, trovandosi esposti a un rischio maggiore di sviluppare complicanze cliniche.

Stefania Somaré

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