Nuove prospettive in riabilitazione con gli snodi pseudo-elastici

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FotoSviluppati dal Cnr-Ieni di Lecco, gli snodi pseudo-elastici in leghe a memoria di forma in nichel-titanio aprono nuove prospettive in ambito riabilitativo.
«Partendo dalle peculiarità uniche delle leghe a memoria di forma a base di nichel-titanio», spiega l’ingegner Simone Pittaccio del Cnr-Ieni di Lecco insieme all’ingegner Lorenzo Garavaglia, abbiamo realizzato degli snodi innovativi che abbiamo poi testato presso l’Istituto Eugenio Medea di Bosisio Parini, con le dottoresse Sandra Strazzer ed Elena Beretta, nel corso del progetto Pars&C. In questo studio abbiamo confrontato ortesi tradizionali ad angolo fisso e ortesi che utilizzano snodi realizzati con materiali pseudo-elastici. Su una coorte di venticinque soggetti con esiti di trauma cranico, sindromi spastiche e paresi, abbiamo avuto risultati simili dal punto di vista del controllo dell’escursione del movimento e della spasticità. Le ortesi pseudo-elastiche però si sono rivelate molto più tollerabili da parte dei pazienti, portando a un risultato importante per il comfort e la possibilità di somministrare il trattamento anche in casi di difficile gestione. Dal punto di vista clinico, inoltre, le nuove ortesi hanno consentito una riduzione della rigidità visco-elastica dell’articolazione che è un fattore fondamentale nel recupero funzionale. La parte passiva della rigidità articolare, correlata alle caratteristiche intrinseche del muscolo, è in effetti variata sia applicando l’ortesi tradizionale sia applicando quella pseudo-elastica nel corso del trattamento di monitoraggio. Nel caso delle ortesi pseudo-elastiche, però, si è avuta una diminuzione della rigidità visco-elastica, mentre con quelle tradizionali è stato registrato un aumento di questo parametro. Un fatto che può avere conseguenze importanti a lungo termine nel paziente: se la rigidità articolare peggiora, il paziente potrebbe necessitare, infatti, di trattamenti molto prolungati a lungo termine, se non addirittura di trattamenti invasivi come la chirurgia per correggere situazioni molto strutturate. Questi snodi sono stati brevettati e, attualmente, il brevetto è di proprietà del Cnr; un brevetto non sfruttato dal punto di vista commerciale e quindi potenzialmente disponibile per aziende private».