Neuropatia diabetica periferica e plantari vibranti

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Gli autori valutano l’efficacia dei dispositivi sul miglioramento di equilibrio, attività muscolare piede/caviglia e sul passo in generale.

Tra le complicanze legate al diabete si citano spesso le caratteristiche ulcerazioni del piede diabetico, perché prima causa di amputazioni a carico dell’arto inferiore nel mondo, ma si parla meno spesso degli esordi della neuropatia diabetica periferica che si manifesta con perdita di sensibilità a carico del piede e una riduzione dell’equilibrio, con conseguente aumento del rischio di caduta.

Non solo. Il sentirsi meno stabili porta, nel tempo, a una riduzione del movimento e del passo, con conseguenze nefaste anche nella gestione dello stesso diabete, in un circolo vizioso che tende al peggioramento clinico del soggetto. Compito del podologo e del tecnico ortopedico è trovare soluzioni che stimolino le estremità del paziente diabetico, agendo in principal modo sull’equilibrio. Uno studio australiano, pubblicato su Gait&Posture, si concentra proprio su questo obiettivo.

La soluzione proposta

La neuropatia periferica determina, come detto, una riduzione della sensibilità delle estremità, in particolare a carico del piede, così che chi ne soffre non solo non percepisce più il dolore, ma non sente più nemmeno l’appoggio del piede al suolo, non ricevendo più i feedback necessari a rendere il passo fluido e sicuro. Senza questo feedback, per esempio, diventa facile inciampare, scivolare e, più in generale, perdere l’equilibrio.

Il team australiano propone di utilizzare dei plantari vibratili che vanno a sovra-stimolare i meccanocettori presenti nel piede, ristabilendo il feedback sensoriale necessario al sistema nervoso centrale per guidare il passo. Più nel dettaglio, i plantari selezionati sono fatti di una combinazione di schiuma e materiali più duri, con tre sensori di pressione posizionati rispettivamente a livello del calcagno, del primo e del quinto metatarso.

Il contrafforte del tallone ospita un circuito elettrico con batteria che emette una vibrazione intermittente percepibile ogni colta che il soggetto ondeggia anteriormente o posteriormente, attivando così i sensori dell’avampiede e del calcagno stesso. Inoltre, i sensori producono vibrazione durante il contatto dell’avampiede e del calcagno con il terreno. L’efficacia di questi dispositivi viene testata in uno studio incrociato randomizzato su 18 pazienti con diagnosi di neuropatia diabetica periferica. 

Plantari con e senza vibrazione a confronto

I partecipanti hanno eseguito una serie di test indossando all’interno delle proprie scarpe da ginnastica i plantari vibratili, attivati o meno a seconda che appartenessero al gruppo di studio o a quello di controllo. Per evitare bias, gli autori hanno dichiarato di voler valutare l’efficacia di diverse tipologie di plantari, senza dare indicazioni ulteriori.

Vediamo quali test sono stati eseguiti. Il primo riguarda l’equilibrio: i partecipanti sono stati in piedi su una piattaforma di forza in 4 condizioni differenti, ovvero a occhi aperti, a occhi chiusi, su una superficie morbida e su una solida.

Durante questo test gli autori hanno utilizzato l’elettromiografia per misurare l’attività del soleo, del gastrocnemio mediale, del tibiale anteriore e del peroneo lungo.

Il secondo test, eseguito in un giorno diverso, riguarda invece la camminata in piano, condotto su una passerella appositamente strutturata per l’analisi del passo. Tra gli outcome dello studio vi sono anche l’ampiezza dell’elettromiografia, i pattern spaziotemporali del passo, il test Timed Up and Go e la variazione del centro di pressione. 

La vibrazione sembra favorire l’equilibrio

I risultati ottenuti da questo studio suggeriscono l’effettiva utilità dei plantari vibratili sull’equilibrio e la stabilità del passo di soggetti con neuropatia diabetica periferica. Gli autori hanno infatti osservato miglioramenti nell’area ellittica generata dalle oscillazioni del centro di pressione, indicando una maggiore stabilità, anche stando in piedi su una superficie morbida e a occhi chiusi, la situazione più complessa per questi soggetti.

Non solo. La presenza di vibrazione si traduce anche in una riduzione dell’ampiezza dell’elettromiografia del soleo e del gastrocnemio mediale durante il test di equilibrio a occhi chiusi, sia sulla schiuma che sulla superficie solida. Secondo gli autori questi risultati sono sufficienti per supportare ulteriori ricerche dei benefici clinici di questi device. 

Studio: Hatton AL, Chatfield MD, Cattagni T, Vicenzino B. The effects of vibrating shoe insoles on standing balance, walking, and ankle-foot muscle activity in adults with diabetic peripheral neuropathy. Gait Posture. 2024 Apr 9;111:8-13. doi: 10.1016/j.gaitpost.2024.04.008. Epub ahead of print. PMID: 38603968.