È stato inaugurato al piano superiore del Centro Clinico NeMO di Milano (Neuromuscular Omnicentre), presso l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, NeMOLab, ente autonomo destinato allo studio di ausili e dispositivi ortopedici innovativi, allo sviluppo di sistemi robotici di telemonitoraggio e analisi dei parametri clinici, ai programmi di riabilitazione, fino ai progetti di realtà aumentata e immersiva per le persone con patologie neuromuscolari e neurodegenerative.

(immagine: centrocliniconemo.it)

Il tutto in un’ottica traslazionale, per arrivare dal laboratorio di ricerca all’ambito clinico.
Si tratta di 1500 mq suddivisi in 9 laboratori, ognuno orientato a un aspetto funzionale del paziente.
Il Laboratorio 1 è Ortho Lab, incentrato su ausili e tecnologie adattative, valutandone non solo l’aspetto funzionale, ma anche quello estetico, nonché la gestione igienica e i costi.

Il secondo è Mobility Lab, simile al precedente ma focalizzato su protesi e tecnologie adattative.
Il terzo si chiama Biorobotic Lab e nasce per sviluppare protesi robotiche assistive in grado di supportare i movimenti dei pazienti con patologie neuromuscolari; Voice Lab, per studiare l’evoluzione della voce nelle patologie neuromuscolari e creare un database di messaggi sia da pazienti sani che con patologia.

Lo sviluppo di test in grado di valutare i vari movimenti e la postura del corpo e quello di metodologie di analisi basate sui segnali bioelettrici, oltre che sistemi di intelligenza artificiale che possano supportare il clinico nel valutare l’evoluzione della patologia ed essere di aiuto nella ricerca è il core del quarto laboratorio, Me-Mo Lab.

La comunicazione è al centro anche di Opto Lab, focalizzato sull’individuazione di nuovi approcci neuroriabilitativi per favorire lo studio e l’analisi della funzione visiva nelle persone con malattie neurodegenerative e neuromuscolari. La perdita progressiva delle funzioni motorie a causa della patologia, infatti, rende ancora più importante la funzione visiva che, come tale, deve essere monitorata e preservata.

(immagine: centrocliniconemo.it)

Inoltre, attraverso i sistemi tecnologici eye tracking, Opto Lab svilupperà lo studio di tracciatori oculari e di sistemi basati sull’interazione computer-cervello per facilitare la comunicazione dei pazienti con patologie neuromuscolari nella comunicazione quotidiana. I percorsi riabilitativi dei pazienti con patologie neuromuscolare e problemi alla colonna sono lunghi e faticosi: renderli più immersivi e divertenti è lo scopo dell’Entertainment Lab, che sfrutterà le potenzialità di realtà virtuale e realtà aumentata, oltre che del gaming.

C’è un altro aspetto da considerare quando si ha a che fare con un paziente con patologia neuromuscolare: questi tende a perdere, nel tempo, la propria autonomia: Home Lab intende ripensare lo spazio casa perché sia di supporto all’indipendenza e autonomia di questi pazienti.
Ultimo, ma non per importanza, c’è lo Smarth Health Innovation Technology che rappresenta l’area operativa che unisce il lavoro degli altri laboratori, sviluppando progetti di ricerca e sviluppo incentrati sull’Internet of Things per gestire pazienti ad alta complessità.

Considerata una infrastruttura strategica da Regione Lombardia, il laboratorio cercherà di dare risposta alle oltre 4.400 persone che convivono in regione con una patologia neurodegenerativa o neuromuscolare, tra cui SLA, SMA e distrofia muscolare. I 18 ricercatori impegnati in NeMOLab sono guidati da una Direzione Generale, in mano a Stefano Regondi, e da una Scientifica, di Christian Lunetta.

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