Lea a rischio se non si investe in sanità

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Il 19 gennaio è uscita la “Relazione sulla gestione finanziaria per l’esercizio 2013 degli enti territoriali” della Corte dei Conti, nella quale si legge che nonostante vi sia un complesso rientro da parte del Sistema Sanitario dei disavanzi pregressi, ottenuto con tagli lineari, «ulteriori risparmi, ottenibili da incrementi di efficienza, se non reinvestiti prevalentemente nei settori dove più carente è l’offerta di servizi sanitari, come per esempio, nell’assistenza territoriale e domiciliare oppure nell’ammodernamento tecnologico e infrastrutturale, potrebbero rendere problematico il mantenimento dell’attuale assetto dei Lea, facendo emergere nel medio periodo deficit assistenziali, più marcati nelle Regioni meridionali, dove sono relativamente più frequenti tali carenze». Una situazione che può essere risolta solo se saranno programmate nuove risorse per un Piano Nazionale di Investimenti. Tra le altre informazioni contenute nella Relazione, si rileva che le spese per il personale e la spesa farmaceutica convenzionata riducono il loro peso sulla spesa complessiva della Sanità. Inoltre si evidenzia la difficoltà a contenere la spesa farmaceutica interna agli ospedali, mentre quella territoriale è contenuta con efficacia. A conti fatti, nel 2013 la spesa sanitaria ha pesato sulla spesa complessiva corrente per il 75,87%, in calo rispetto al 76,50% del 2012. Interessante osservare anche che «la massa debitoria degli enti del Ssn, specie per la parte relativa ai debiti commerciali, è diminuita di oltre 9,5 miliardi nel triennio 2011-2013 (importo che non ricomprende quello delle Regioni Toscana e Calabria, di cui non sono disponibili i dati del 2013)».