Negli ultimi anni l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e il Centro Protesi Inail di Budrio hanno lavorato allo sviluppo di una protesi di mano poliarticolata, mioelettrica e con proprietà biomimetiche, capace di restituire al paziente la capacità di eseguire la maggior parte delle attività richieste dalla vita quotidiana.

La protesi si chiama Hannes e alla sua realizzazione hanno collaborato ricercatori, disegnatori industriali, ortopedici e anche pazienti.
Una delle caratteristiche più interessanti di questa protesi è la sua morbidezza, che le consente di adattarsi alle dimensioni degli oggetti che l’utilizzatore vuole afferrare.

In questo modo, l’amputato può sfruttare la sinergia tra le due mani per svolgere le proprie attività quotidiane.
Inoltre, la protesi può essere adattata alle esigenze del singolo soggetto. Recentemente la rivista Science Robotics ha pubblicato uno studio pilota condotto per verificare l’efficacia di Hannes su tre amputati di arto superiore: questi hanno effettuato dei test di movimento e risposto a un questionario prima di indossare la protesi e dopo 2 settimane di utilizzo.

Lo studio ha dimostrato performance superiori a quelle di altri dispositivi già in commercio, per esempio nella presa degli oggetti, anche se ha evidenziato una certa lentezza rispetto a una mano umana (Laffranchi M, Boccardo N, Traverso S, Lombardi L, Canepa M, Lince A, Semprini M, Saglia JA, Naceri A, Sacchetti R, Gruppioni E, De Michieli L. The Hannes hand prosthesis replicates the key biological properties of the human hand. Sci Robot. 2020 Sep 23;5(46):eabb0467. doi: 10.1126/scirobotics.abb0467. PMID: 32967990).

Stefania Somaré

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