L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha identificato le fratture tra le venti più importanti affezioni alla salute da inserire nel Package of Interventions for Rehabilitation (PIR); è però necessario sapere quali sono gli interventi riabilitativi già in atto e quale la loro evidenza.

Un gruppo di ricercatori italiani ha realizzato una revisione incentrata sulla gestione delle fratture in età pediatrica e, in particolare, sul ruolo dato alla riabilitazione nelle linee guida (Gimigliano F, Liguori S, Moretti A, Toro G, Rauch A, Negrini S, Iolascon G; Technical Working Group. A systematic review of Clinical Practice Guidelines for the management of fractures in the pediatric population: identification of best evidence for rehabilitation to develop the WHO’s Package of Interventions for Rehabilitation. Eur J Phys Rehabil Med. 2021 Jul 12. doi: 10.23736/S1973-9087.21.06916-1. Epub ahead of print. PMID: 34247473).

Lo studio è anche parte della serie “Best Evidence for Rehabilitation” ed è stato condotto utilizzando la metodologia presentata nel paper introduttivo al PIR (Rauch, 2019).
Gli autori hanno individuato in letteratura solo sette linee guida rilevanti, scese poi a due una volta applicati i criteri di inclusione/esclusione e aver verificato la qualità dei contenuti. Una delle due linee guida riguarda il trattamento delle fratture dell’omero sovracondilare e l’altra la gestione delle fratture diafisarie del femore.

Gli esiti della review sono già anticipati dal fatto che in letteratura ci siano così poche linee guida sul tema. Come se ciò non bastasse, le due linee guida ritenute adeguate si sono rivelate, una volta analizzate, povere di raccomandazioni per la riabilitazione.
Inoltre, queste raccomandazioni hanno una scarsa evidenza.

Gli autori concludono sottolineando l’esigenza di condurre studi più approfonditi per la produzione di evidenze nette rispetto all’efficacia di un trattamento riabilitativo post frattura in età pediatrica: questo è infatti il primo passo per poter poi elaborare linee guida di qualità.

Alla revisione hanno partecipato il Dipartimento di Salute Fisica e Mentale e di Medicina Preventiva dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, il Dipartimento di Scienze Dentali, Chirurgiche e Biomedicali dell’Università La Statale di Milano, l’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano e il Dipartimento di Malattie Non Trasmissibili, Funzioni Sensoriali, Disabilità e Riabilitazione della WHO.

Stefania Somaré

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