La Northwestern University e il Shirley Ryan AbilityLab, entrambi a Chicago, hanno pubblicato uno studio qualitativo sull’uso di esoscheletri robotici nella riabilitazione di individui che hanno subito una lesione alla colonna vertebrale (Ehrlich-Jones L, Crown DS, Kinnett-Hopkins D, Field-Fote E, Furbish C, Mummidisetty CK, Bond RA, Forrest G, Jayaraman A, Heinemann AW. Clinician Perceptions of Robotic Exoskeletons for Locomotor Training Following Spinal Cord Injury: A Qualitative Approach. Arch Phys Med Rehabil. 2020 Nov 7:S0003-9993(20)31221-1. doi: 10.1016/j.apmr.2020.08.024. Epub ahead of print. PMID: 33171130).
L’obiettivo era capire come si trovano i clinici a usare questi esoscheletri e individuare idee e strategie di allenamento che possano migliorare l’utilizzo degli stessi esoscheletri.
40 clinici con esperienza media nell’uso degli esoscheletri robotici di tre anni sono stati intervistati online, mentre 29 hanno partecipato a gruppi di discussione tematici condotti presso 3 ospedali riabilitativi della regione e presso un centro medico per veterani.

Lo studio ha permesso di evidenziare i maggiori benefici qualitativi portati dalla riabilitazione condotta con esoscheletro: riduzione del carico fisico e della fatica a fronte di una migliore mobilizzazione dei pazienti, aumento della sicurezza per clinici e pazienti, aumento della consapevolezza.
Allo stesso tempo, i clinici partecipanti allo studio hanno identificato delle opportunità di ricerca verso il miglioramento della tecnologia, in particolare per sviluppare maggiore sicurezza e leggerezza e dispositivi che lascino libere le mani.
Inoltre, occorre sapere individuare da un lato i pazienti che più possono trarre beneficio da questi dispositivi e dall’altro quale sia il dispositivo più indicato.

Stefania Somaré

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