Epicondilite e calcificazione dei tessuti molli

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(immagine: Pixabay)

L’epicondilite è un’infiammazione del gomito associata spesso a movimenti ripetitivi, di natura lavorativa o sportiva, caratterizzata da un buon tasso di recidiva.
Ecco alcuni dati interessanti. Circa il 40% delle persone sperimentano l’epicondilite almeno una volta nella vita, essendo l’incidenza annua di questa infiammazione di 3,4 soggetti ogni 1.000. Esiste inoltre una fascia d’età maggiormente colpita, ovvero quella compresa tra i 45 e i 54 anni, anche se pure gli individui tra i 30 e i 45 anni e quelli tra i 54 e i 64 hanno buone possibilità di sviluppare epicondilite.

Il campanello d’allarme per questa affezione è il dolore al gomito, che può essere inizialmente acuto e localizzato ma tende poi a diventare radiante, con riduzione della forza nelle attività che coinvolgono il gomito. Il professionista effettua diagnosi basandosi su una valutazione della storia clinica del paziente e con un esame obiettivo, utilizzando l’imaging per fare diagnosi differenziale: l’epicondilite non è infatti la sola causa del dolore al gomito.

Secondo un recente studio coreano, nel 75% dei casi le immagini radiologiche effettuate per diagnosticare una epicondilite mediale presentano tessuti molli nella norma, ma nel restante 25% circa vi si può osservare una calcificazione.
Gli autori si sono quindi chiesti quali siano le caratteristiche di questa calcificazione e quale la loro rilevanza clinica. 187 i pazienti coinvolti, per 222 gomiti affetti da epicondilite mediale: per ognuno è stata valutata la presenza di calcificazione, la sua localizzazione anatomica e la sua distribuzione.

I dati sono stati trattati insieme a quelli di età, sesso, lateralità, mano dominante, intensità del dolore (VAS score), performance (Mayo elbow performance score), durata dei sintomi, storia e numero di iniezioni di steroidi a fini terapeutici, neuropatia ulnare concomitante, metodo di trattamento in termini di conservativo o chirurgico con una regressione logica per individuare possibili fattori che influenzano la calcificazione.
Questa è stata trovata, nello specifico, nel 53% dei gomiti presi in considerazione, per lo più in associazione con l’intensità del dolore, il numero di iniezioni di steroidi effettuato e la presenza di neuropatia ulnare concomitante. Altri aspetti messi in evidenza dallo studio riguardano la posizione delle calcificazioni che nel 33% dei casi si trova a livello dell’inserzione del tendine flessore comune, nel 18% dei casi a livello del pronatore rotondo e nel 10% dei casi a livello del legamento collaterale mediale.

Inoltre, il 45% delle calcificazioni è distribuito in siti multipli, con una correlazione diretta all’età del paziente.
Lo studio mette in evidenza quindi gli aspetti che si associano a presenza di calcificazione dei tessuti molli del gomito in presenza di epicondilite mediale, il che può tornare utile da un punto di vista clinico. Lo studio è stato condotto dal Dipartimento di Chirurgia Ortopedica del Veterans Health Service Medical Center di Jinhwangdoro.

(Lo studio: Kang KB, Cheon SH, Lee HD. Radiologic evaluation and clinical effect of calcification in medial epicondylitis. J Shoulder Elbow Surg. 2021 Oct 2:S1058-2746(21)00703-5. doi: 10.1016/j.jse.2021.08.031. Epub ahead of print. PMID: 34610463)

Stefania Somaré

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