Dolore lombare aspecifico, capirne l’impatto mediante schemi di stratificazione dei pazienti

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Capire qual è il reale impatto del dolore lombare aspecifico sul paziente consentirebbe di trattarlo al meglio.

Il dolore lombare è tra i più diffusi al mondo e risulta essere spesso debilitante, oltre a non avere una causa apparente in molti casi.
Classificare i pazienti che soffrono delle forme idiopatiche di dolore lombare è utile per capire come intervenire e aiutarli.
Nel 2014 una task force dello statunitense National Institute of Health Pain Consortium ha proposto di utilizzare lo score Impact Stratification Score (ISS) come standard negli studi di ricerca.
L’intento era uniformare le informazioni riportate, per poter trovare dati forti dal punto di vista scientifico.

Lo score si basa su 9 punti, suddivisibili in 3 aree principali: funzione fisica, interferenza del dolore con la quotidianità e intensità del dolore; alla fine si ottiene un risultato che varia da 8, ovvero minimo impatto, a 50, ovvero alto impatto.

Uno studio statunitense prova a capire come utilizzare i 9 punti di questo indice per effettuare una stratificazione più precisa dei pazienti con dolore lombare. 4 i nuovi schemi di classificazione proposti, tutti risultati efficaci.

I nuovi schemi di classificazione proposti

Per ideare i nuivi schemi gli autori hanno utillizzato dati disponibili online di 1226 soggetti che hanno indicato di avere dolore cronico lombare aspecifico e che hanno completato il questionario PROMIS-29 v2.1, che contiene i 9 punti dell’indice ISS.
I partecipanti allo studio hanno età media di 40 anni, solo per lo più maschi (60%) e caucasici (67%).
Nel primo schema i partecipanti sono suddivisi in base all’impatto del dolore nel quotidiano in 3 gruppi: lieve (score tra 8 e 27), modderato (score tra 28 a 34) e severo (score sopra i 35).
Nel sistema di classificazione 2, invece, si utilizzano 4 gruppi, sempre in base alla gravità dell’impatto del dolore, aggiungendo la classe nullo (score da 8 a 13), seguita da lieve (14-20), moderato (21-26) e alto (sopra il 27).
La quarta classificazione si basa sui 4 punti relativi all’interferenza del dolore e sui 4 relativi la funzionalità fisica e li mescola a creare un nuovo indice che va da 8 a 40.

Si creano così 4 gruppi nei quali si possono classificare i soggetti: dolore lieve, basso impatto sulla vita, medio impatto sulla vita e alto impatto sulla vita. Il terzo sistema di classificazione è più complicato da riportare, ma comunque suddivide i pazienti in 3 gruppi.

I sistemi sono stati poi valutati alla baseline, a 3 mesi e a 6 mesi, mostrando buone performance. Il sistema 4 sembrerebbe essere il più efficace di tutti. Ora servono ulteriori studi per capire se servono correzioni e affinamenti del sistema. Questo nuovo sistema di classificazione potrebbe apportare miglioramenti alla diagnosi e clinica.

(Lo studio: Rodriguez, A., Herman, P.M., Slaughter, M. et al. Classifying patients with non-specific chronic low back pain using the impact stratification score in an online convenience sample. BMC Musculoskelet Disord 24, 719 (2023). https://doi.org/10.1186/s12891-023-06848-2)