Gli approcci chirurgici più utilizzati per la gestione della frattura della testa del femore sono quello anteriore, posteriore e trans-trocanterico.
Uno studio ha proposto la dislocazione chirurgica dell’anca come alternativa alle vie sopra elencate, indicandone l’accuratezza nella riduzione della frattura, la sicurezza della procedura e gli outcome (Khalifa AA, Refai O, Farouk O, Abdelnasser MK. Management of femoral head fractures through surgical hip dislocation (SHD): a demanding but safe technique. Arch Orthop Trauma Surg. 2020 Oct 28. doi: 10.1007/s00402-020-03666-2. Epub ahead of print. PMID: 33113013).
Questa procedura è già stata indicata da alcuni autori come efficace e sicura.

Lo studio ha arruolato 27 pazienti, che sono stati trattati tra il 2011 e il 2017 tutti con un follow-up medio di 48 mesi.
Secondo i risultati del Modified Harris Hip Score il 92,6% dei pazienti ha avuto esiti eccellenti, valori leggermente ridotti (89%) se si considera invece il Modified Merle d’Aubigne and Postel Score.
In 21 pazienti è stato possibile osservare la riduzione anatomica della frattura, mentre due pazienti hanno sviluppato una necrosi avascolare, uno ha sviluppato un’osteoartrosi di anca di grado 3 e cinque hanno riportato un’ossificazione eterotopica asintomatica di Brooker allo stadio 1.
Nessuno dei pazienti osservati è andato incontro a infezione o a non union.
Secondo gli autori, questi risultati indicano la dislocazione dell’anca come una procedura da preferire alle altre, perché consente di esporre completamente la testa del femore e l’acetabolo, aspetto che avvantaggerebbe il chirurgo.

Stefania Somaré

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