Differenze di lunghezza degli arti dopo artroplastica

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Nel 15-20% dei casi le protesi di ginocchio non danno gli esiti sperati e il paziente continua a lamentare dolore e ad avere difficoltà funzionali.
Un buon esito dipende da vari fattori, tra i quali anche un ottimo allineamento tra le componenti protesiche e quelle dell’arto inferiore.

Lo studio “Impact of limb length discrepancy on functional outcome in total knee arthroplasty patients: a prospective cohort study” indaga il ruolo della differente lunghezza degli arti inferiori nella ridotta funzionalità del ginocchio dopo artroplastica.
Non è infatti raro che la gamba protesizzata e quella nativa risultino avere una lunghezza diversa: qualora tale discrepanza si attesti tra 2 cm e 5 cm può portare a una serie di disagi importanti, come dolore del ginocchio, ma anche dolore alla bassa schiena e addirittura una compensazione a livello del bacino o cambi nella curvatura della colonna vertebrale.

Gli autori dello studio, appartenenti al Dipartimento di Ortopedia della All India Institute of Medical Sciences di Bhubaneswar, in India. In questo Paese il problema è maggiore che in altri Stati del mondo, perché spesso i pazienti si presentano troppo tardi allo specialista per trattare l’artrosi e quindi anche l’intervento viene svolto su una struttura molto usurata. Come conseguenza, sono parecchi i casi di esiti non troppo positivi di una artrosplastica di ginocchio.

Sono 81 i pazienti coinvolti in questo studio prospettico, per un totale di 112 ginocchia. Alcuni pazienti sono stati sottoposti a TKA bilaterale. Tutti avevano un’artrosi con grado di Kellgren-Lawrence superiore o uguale a 3, che attesta una condizione di ginocchio abbastanza grave, con moderate multiple formazioni osteofitosiche, restringimento visibile e limitato dello spazio articolare e sclerosi ossea iniziale non marcata.

Il grado 4 indica una situazione ancora più avanzata. Gli autori hanno misurato gli angoli anca-ginocchio-caviglia e la lunghezza dell’arto inferiore prima e dopo l’intervento con una radiografia digitale full length.

Nella maggioranza dei casi la differenza di lunghezza tra gli arti inferiori non è elevata, tranne che per il 19.7% in cui si hanno differenze superiori ai 10 mm. 6 mesi dopo l’intervento i pazienti sono stati sottoposti a un controllo per valutare gli esiti funzionali, tramite l’indice Western Ontario and McMaster Universities Arthritis, e la percezione dei pazienti rispetto alla differenza di lunghezza degli arti.

Gli autori hanno osservato che la funzionalità del ginocchio risulta inferiore rispetto all’atteso proprio nei pazienti con diversità di lunghezza tra gli arti superiore ai 10 mm. Hanno anche cercato di capire quali fattori influenzino questa diversità, magari per individuare i pazienti più a rischio prima di sottoporli a intervento, ma a quanto pare né il genere, né l’età giocano un ruolo, così come la lunghezza preoperatoria dell’arto e l’angolo di deformità.

(Lo studio: Pradhan SS, Tripathy SK, Jain M, Behera H, Velagada S, Srinivasan A. Impact of limb length discrepancy on functional outcome in total knee arthroplasty patients: a prospective cohort study. Arthroplasty. 2022 Jun 2;4(1):22. doi: 10.1186/s42836-022-00123-w. PMID: 35650655; PMCID: PMC9161586)

Stefania Somaré