Artroplastica bilaterale di anca, in unico intervento costa meno

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(immagine di repertorio)

Secondo il Rapporto annuale del Registro Italiano di Artroprotesi, nel 2021 nelle strutture ospedaliere aderenti sono state condotte 29.681 artroprotesi di anca, delle quali 771 bilaterali, ovvero condotte durante lo stesso intervento.
Non è raro, tuttavia, che un paziente operato su un lato arrivi a necessitare di una protesi anche all’altro lato nel volgere di pochi anni (secondo la letteratura, ciò accade nel 20% dei casi).

Ci si chiede, quindi, se non sia più vantaggioso effettuare entrambe le sostituzioni protesiche nello stesso intervento.
Uno studio condotto dall’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano ha valutato questa possibilità nel contesto italiano, mettendo a confronto costi e benefici di un’artroplastica bilaterale di anca effettuata in uno o due step.
Di carattere retrospettivo, il lavoro ha preso in considerazione 24 pazienti in tutto, 16 trattati in un solo intervento e 8 in due interventi.

Gli autori hanno considerato l’efficacia della procedura chirurgica, i costi ospedalieri totali, la permanenza in sala operatoria, la durata dell’intervento chirurgico e il lunghezza del ricovero.
Tutti i pazienti, inoltre, sono stati trattati in regime di fast track dallo stesso team chirurgico, utilizzando la medesima tecnica, ovvero una chirurgia mininvasiva con accesso anteriore.
Mettendo a confronto i due gruppi di pazienti, gli autori si sono subito accorti di una differenza nei valori di emoglobina preoperatori, più alti nei soggetti sottoposti a doppia protesi in un solo intervento che negli altri.

Una scelta dettata dal fatto che la perdita di sangue è maggiore in un doppio intervento di artroplastica rispetto che nel singolo, come dimostrano anche i numeri riportati dallo stesso studio: in media, ogni artroplastica bilaterale in intervento unico ha portato a una perdita di emoglobina di 4,8 ± 1,3 g/dl, contro i 3,3 ± 0,9 per intervento di un approccio a due fasi. Una differenza indicata come statisticamente significativa, sebbene non abbia inciso sulle trasfusioni richieste.

Veniamo ai costi, suddivisi in 4 sottogruppi: preospedalizzazione, sala operatoria, permanenza in ospedale, follow-up postoperatorio.
In linea generale, si può dire che una artroplastica bilaterale in due fasi costa il doppio di quella one shot: ciò è vero per i costi di pre-ospedalizzazione, pari rispettivamente a 351,88 € e 193,94 €, e di ricovero, pari a 2.189,7 € e 1.348,51 €.
Questi ultimi sono influenzati dalla lunghezza della permanenza, che risulta essere decisamente inferiore nel procedimento in un solo intervento, ovvero di 5,6 ± 2,1 giorni, rispetto che in quello in due fasi, pari a 8,5 ± 1,9 giorni.

Infine, anche i costi di sala operatoria risultano inferiori se si effettuano due protesizzazioni in una volta sola (3.740,97 € contro 4.279,5 €), così come quelli del follow up post operatorio (107,89 € contro 181,78 €) e i costi indiretti (215,32 € contro 430,64 €).

Sulla carta, quindi, la procedura in un unico intervento è meno costosa e, quindi, potrebbe essere conveniente… come, in effetti, è sempre più spesso indicata in letteratura.
Se si considerano i rimborsi oggi riconosciuti dallo SSN alle strutture ospedaliere per le due procedure, questo risparmio, però, sfuma e diventa più vantaggioso effettuare le due artroplastiche separatamente, perché portano maggiore margine di guadagno all’azienda ospedaliera. Si parla di una differenza di circa 3000 €.
Se si pensa al paziente, tuttavia, l’intervento one shot permette di ridurre i rischi associati all’anestesia, i rischi cardiopolmonari e legati a trombosi venosa profonda e quelli associati alla permanenza in ospedale.

(Lo studio: Pironti, P., Ambrosanio, A., Vismara, V. et al. One-stage vs two-stage bilateral THA in Lombardy: a cost-effectiveness analysis. Cost Eff Resour Alloc 21, 3 (2023). https://doi.org/10.1186/s12962-023-00418-y)

Stefania Somaré

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