Amputazioni per piede diabetico, analisi di complicanze e reinterventi

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Piede diabetico

Negli ultimi anni l’incidenza dell’amputazione a livello del piede e sotto il ginocchio è diminuita in Europa, Usa e parte dell’Australia e dell’Asia, tuttavia resta un importante motivo di disabilità.
Tra le cause principali di questo evento ci sono quelle traumatiche e le malattie vascolari. In particolare, il piede diabetico produce ancora numerose amputazioni: si stima che una buona percentuale di pazienti con ulcere da diabete a livello del piede necessiti di questo tipo di intervento, che deve essere considerato salvavita perché evita che la necrosi avanzi, mettendo a rischio altri distretti. Per vederla da un altro punto di vista, le amputazioni maggiori sono causate per l’85% circa dai danni vascolari e neurologici dovuti al diabete.

Oltre alle limitazioni funzionali per il paziente, questi eventi determinano un notevole costo sanitario, legato tanto alle cure richieste quanto ai giorni di ricovero.
Quando si parla di diabete, inoltre, bisogna anche chiedersi se un paziente andrà o meno incontro a recidiva.
Di questo si è occupato uno studio i cui autori hanno analizzato le caratteristiche delle complicazioni e dei casi rioperati a 30 giorni e a 1 anno dall’amputazione, rispettivamente sotto il ginocchio e a livello del piede, partendo da un ampio database di 8555 pazienti.

Il 71,6% dei pazienti coinvolti sono maschi, la gran parte fumatore (80,54%) e/o in sovrappeso (61,85%). Gli autori hanno visto che in più del 50% dei casi, le complicazioni si verificano entro 30 giorni dall’intervento.

Pensando all’amputazione sotto il ginocchio, le complicazioni più frequenti sono danno renale acuto, arresto cardiaco, eventi cerebrovascolari, come l’ictus, infarti del miocardio, polmonite, sepsi, necessità di trasfusione ed embolia polmonare. Il danno renale acuto resta la complicanza più frequente a 30 giorni, 90 giorni e un anno dall’intervento, mentre l’embolia polmonare il più raro.

Nei pazienti amputati a livello di piede, invece, le complicanze più comuni sono quelle alla ferita, come infezioni e riaperture. Queste complicanze possono essere trattate, ma si è visto che tra i pazienti amputati al piede con infezione e deiscenza è più frequente dover rioperare a un anno. Nel caso dell’amputazione sotto al ginocchio, l’evento chirurgico a un anno è invece legato soprattutto alla formazione di un ematoma a livello del sito di amputazione stesso. Infine, nel 16,4% dei casi amputati al piede è necessario intervenire una seconda volta entro l’anno per amputare sotto il ginocchio. Rianalizzando i risultati gli autori hanno evidenziato che la maggioranza delle complicanze avviene dopo i 30 giorni dall’intervento, il che significa che gli studi che usano questo limite temporale per le loro valutazioni possono sottostimarle. Un aspetto da tenere in considerazione quando si allestiscono studi di questo genere.

(Lo studio: Riepen D, Sambandam S, Mounasamy V, Wukich DK. Thirty Days vs One-Year Complications and Reoperations after Foot Amputation and Below Knee Amputation: A Large Database Study. Foot & Ankle Orthopaedics. January 2022. doi:10.1177/2473011421S00413)

Stefania Somaré