L’emiparesi è una delle condizioni che più frequentemente compare dopo un ictus, determinando disabilità importanti e, nel tempo, anche spasticità. La spasticità, in particolare, compare con il suo ipertono e la sua resistenza al movimento passivo come risposta a una iniziale fase flaccida della muscolatura, tipica di una emiparesi. Per contrastare questa condizione si possono usare anche dei tutori.

Un recente studio cinese, pubblicato su BMC Neurology, valuta l’efficacia di un tutore di polso-mano che agisce sui muscoli flessori, stampato in 3D. Allo studio, che è multicentrico, hanno partecipato diverse realtà di Shanghai, guidate dall’Ospedale Centrale del Distretto di Xuhui: il centro di assistenza sanitaria di Kangjian Street nel distretto di Xuhui, l’ospedale Shanghai Lansheng Wanzhong e l’ospedale popolare numero 8 di Shanghai. In tutto sono 180 i pazienti coinvolti.

Utilità di un tutore polso-mano nel post ictus: lo studio

I partecipanti allo studio sono suddivisi in 3 diverse coorti di studio sulla base del loro valore di Modified Ashworth Scale (MAS), utilizzata proprio per valutare il livello di spasticità. Una volta effettuta questa prima suddivisione, i pazienti sono stati assegnati in un rapporto 1:1 al gruppo di studio o a quello di controllo. I partecipanti al gruppo di studio sono stati seguiti con un percorso riabilitativo, associato all’uso del tutore stampato in 3D, mentre quelli del gruppo di controllo hanno seguito il percorso riabilitativo, associandovi l’uso di un tutore più convenzionale, realizzato in materiale termoplastico.

Il percorso riabilitativo, uguale per tutti i partecipanti, è durato 6 settimane, con 5 interventi settimanali da 40 minuti. Il terapista ha utilizzato tecniche di stretching ai muscoli flessori del polso, la facilitazione neuromuscolare passiva, la tecnica Bobath e la tecnica Rood. Per quanto riguarda i tutori, i pazienti li hanno usati dalle 4 alle 8 ore al giorno, tutti i giorni, per l’intero periodo di riabilitazione. I valori scelti come outcome sono stati misurati a inizio percorso, a fine percorso e dopo ulteriori 6 settimane di follow-up. Gli outcome presi in considerazione sono stati: lo score MAS, come prima cosa, seguito da Scala Visuale Analogica, Range of Motion passivo, Valutazione di Fugl-Meyer e score di gonfiore.

I risultati: il tutore stampato in 3D è più efficace

Dopo il periodo di riabilitazione e uso del tutore, i ricercatori hanno evidenziato differenze nette tra i valori di MAS score dei partecipanti: MAS1 era al 71,4% nel gruppo di studio contro il 30,8% nel gruppo di controllo, e MAS1+ era del 63% nel gruppo di studio e del 37% nel gruppo di controllo. Anche dopo ulteriori 6 settimane di follow up questa differenza persiste, con MAS1 al 66,7% e MAS1+ al 64,7% nel gruppo di studio e MAS1 al 33,3% e MAS1+ al 35.3% nel gruppo di controllo.

Gli autori hanno poi trovato differenze significative anche per tutti gli altri outcome, sia a 6 mesi che a 12 mesi dall’inizio del percorso. Gli autori concludono che, in presenza di spasticità importanti, può essere necessario ottimizzare le proprietà dei materiali usati e sfruttare le tecnologie 3D per ottenere tutori più efficaci.

Li G, Wang Y, Tang C, Deng S, Shen J, Bi Y, Xu Y, Zhang Y. Therapeutic efficacy of 3 dimensions printed orthoses on wrist-hand flexor spasticity in post-stroke hemiplegia: a multi-center stratified clinical study. BMC Neurol. 2025 Dec 30;25(1):497. doi: 10.1186/s12883-025-04497-7. PMID: 41466197; PMCID: PMC12751636.

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