Il processo coronoideo è uno stabilizzatore osseo primario dell’articolazione del gomito. Agendo come contrafforte anteriore, previene la lussazione posteriore e resiste agli stress in varo, oltre a fornire inserzione a strutture fondamentali quali capsula anteriore, legamento collaterale mediale e muscolo brachiale.
La sua frattura compromette la stabilità globale del gomito ed è frequentemente associata a lesioni ossee e legamentose complesse. Sebbene rappresenti solo il 10-15% delle fratture del gomito, la frattura del processo coronoideo è altamente suggestiva di instabilità articolare e costituisce un elemento chiave per interpretare il meccanismo traumatico.
La struttura del processo coronoideo
Anatomicamente, il processo coronoideo presenta una struttura piramidale suddivisa in base, corpo e punta, con una superficie articolare che contribuisce alla tacca sigmoidea maggiore. Particolare rilevanza clinica riveste la faccia anteromediale, sede di inserzione del fascio anteriore del legamento collaterale mediale sul tubercolo sublime.
Le classificazioni si sono evolute dalle prime descrizioni radiografiche di Regan e Morrey, basate sull’estensione del frammento, alla classificazione TC-based di O’Driscoll, che distingue fratture della punta, della faccia anteromediale e fratture basali, correlando morfologia e meccanismo lesivo. Più recentemente, classificazioni orientate ai pattern di instabilità consentono una pianificazione terapeutica più mirata.
Imaging e modelli di instabilità
Le radiografie standard rappresentano il primo step diagnostico, ma la tomografia computerizzata con ricostruzioni 2D e 3D è raccomandata nella maggior parte dei casi per definire con precisione il modello di frattura e lesioni associate.
In base alla morfologia del processo coronoideo si riscontrano tre principali schemi: instabilità rotatoria posterolaterale, tipicamente associata a fratture della punta; instabilità rotatoria posteromediale, correlata alle fratture della faccia anteromediale; lesioni da carico assiale con fratture basali transulnari. Ogni modello presenta caratteristiche biomeccaniche, prognosi e necessità terapeutiche differenti.
Fratture del processo coronoideo: trattamento conservativo e chirurgico
Un approccio conservativo alle fratture del processo coronoideo può essere considerato in casi selezionati: frammenti piccoli (<50% dell’altezza della coronoide), assenza di coinvolgimento del tubercolo sublime e articolazione perfettamente ridotta e stabile fino agli ultimi 30-40° di estensione. Questo vale per alcune lussazioni semplici del gomito, per specifiche terribili triadi stabili e per fratture anteromediali limitate. Il trattamento richiede un follow-up clinico e radiologico stretto e un protocollo riabilitativo precoce ma controllato.
Trattamento chirurgico
La stabilità del gomito, più che la sola dimensione del frammento, guida l’indicazione chirurgica. A tal proposito, le opzioni includono fissazione con suture transossee, fili di Kirschner, viti o placche, scelte in base a sede e comminuzione. Le fratture della punta sono spesso trattate contestualmente alla riparazione del complesso laterale. Le fratture anteromediali con coinvolgimento del tubercolo sublime richiedono un approccio mediale aperto e un solido contrafforte.
Le fratture basali transulnari necessitano quasi sempre di trattamento chirurgico complesso, spesso tramite approccio posteriore, con l’obiettivo di ripristinare anatomia ulnare, congruenza articolare e stabilità legamentosa. L’artroscopia del gomito rappresenta un’opzione in casi selezionati, ma richiede elevata esperienza.
Complicazioni e prognosi
Rigidità, ossificazione eterotropica, instabilità residua, fallimento della fissazione, neuropatia ulnare e artrosi post-traumatica sono complicanze relativamente frequenti. Un trattamento iniziale inadeguato può compromettere in modo significativo l’esito funzionale. La corretta identificazione del pattern di lesione e la gestione appropriata delle strutture stabilizzanti sono determinanti prognostici funzionali.
Per la stabilità del gomito, il processo coronoideo è un elemento centrale. Le fratture raramente sono isolate e devono essere interpretate come parte di complessi schemi di instabilità. La TC è essenziale per la diagnosi e la pianificazione terapeutica. Il trattamento deve essere personalizzato in base al modello di frattura e alle lesioni associate, con l’obiettivo prioritario di ristabilire una stabilità articolare duratura e prevenire esiti degenerativi precoci.
Marinelli A, Riva M, Coliva F, Minerba M, Carbone G, Guerra E. Fractures of the coronoid process: state of the art. J Orthop Traumatol. 2025;27(1):1. Published 2025 Dec 2. doi:10.1186/s10195-025-00891-6


