La sclerosi multipla, ancora più se progressiva, si associa facilmente a faticabilità: questi pazienti tendono a stancarsi molto anche in situazioni poco faticose e vanno incontro facilmente a un forte senso di spossatezza. Questa caratteristica può amplificarsi durante le sessioni di riabilitazione, minando il percorso terapeutico del paziente. Per questa ragione un recente studio italiano valuta l’efficacia dell’immaginazione motoria come strumento di riabilitazione in pazienti con sclerosi multipla.

Immaginazione motoria per l’allenamento muscolare

L’efficacia dell’immaginazione motoria è già comprovata in altri settori, come quello sportivo, dove viene comunemente utilizzata come strumento per mantenere l’allenamento muscolare nei periodi di infortunio degli atleti professionisti. Pubblicato su European Journal of Physical and Rehabilitation Medicine, lo studio ha visto la collaborazione tra il dipartimento di Neuroscienze, Riabilitazione, Oftalmologia, Genetica, Salute materna e infantile e il dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Genova, l’IRCCS Policlinico San Martino di Genova e la Fondazione Italiana Sclerosi Multipla. Gli autori si sono concentrati in particolare su due esperimenti, entrambi focalizzati su movimenti della mano. In entrambi i casi, lo studio arruola sia pazienti con sclerosi multipla che pazienti sani.

I due esperimenti

Il primo esperimento si basa su un allenamento motorio reale, focalizzandosi sulla forza della presa del pollice e dell’indice, avendo come secondo outcome il tasso di ripetizioni effettuato, il potenziale motorio evocato e la faticabilità motoria e cognitiva, misurata con una scala analogica visuale.

I partecipanti hanno quindi effettuato il test di presa 2 volte per 20 secondi, con 10 secondi di pausa tra uno e l’altro. Inoltre, ogni soggetto ha eseguito il test a diverse velocità, ovvero al 75% delle proprie possibilità, al 100%, al 125% e infine al 150%. Tra un test e l’altro viene fatto passare 1 minuto. Le grandezze stabilite come outcome sono state, quindi, misurate prima dei test, subito dopo i test e dopo 60 minuti dalla conclusione degli stessi.

Durante il secondo esperimento i partecipanti hanno effettuato gli stessi esercizi, ma nella mente, immaginandoli in modo cinestesico. Ogni partecipante ha eseguito l’uno e l’altro esperimento in sequenza casuale.

Gli effetti dell’immaginazione motoria

I due esperimenti sono stati separati da una fase di washout, della durata di una settimana. Nel test condotto fisicamente, i pazienti senza sclerosi multipla hanno visto migliorare la propria performance motoria e aumentare l’eccitabilità corticale, mentre nei pazienti con sclerosi multipla si è instaurata facilmente la faticabilità. Al contrario, l’allenamento immaginario porta miglioramenti in entrambi i gruppi, sia motori sia di plasticità corticale, senza aumentare la sensazione di fatica. Questi risultati supportano la possibilità di utilizzare l’allenamento immaginario anche nel trattamento di pazienti con sclerosi multipla, per migliorare le abilità motorie e stimolare la plasticità sinaptica, senza indurre faticabilità.

Biggio M, Pedullà L, Albergoni A, Bellosta A, Tacchino A, Podda J, et al. Motor imagery training promotes motor learning and brain plasticity without fatigability in people with progressive multiple sclerosis. Eur J phys rehabil Med 2025 Dec 18. doi: 10.23736/s1973-9087.25.09116-6

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