La medicina rigenerativa è tra le innovazioni più recenti della scienza medica e si basa sul principio di stimolare la naturale capacità di auto-guarigione del corpo. Spesso gli esiti di questi trattamenti vanno a ridurre lo stato infiammatorio locale, che mina questa capacità intrinseca al corpo umano, ristabilendo così un equilibrio.

Tra le pratiche utilizzate nella medicina rigenerativa vi è anche l’utilizzo di plasma ricco di piastrine (platelet-rich plasma, PRP). In poche parole, si preleva sangue dal paziente e lo si centrifuga, per poi ottenere un preparato ricco in piastrine, appunto. Esistono diversi tipi di PRP, ognuno dei quali trova applicazione in particolari condizioni ortopediche. Una recente revisione della letteratura si concentra sull’uso delle PRP per il trattamento dell’artrosi traumatica di anca e ginocchio. I risultati sono pubblicati su BMC Musculoskeletal Disorders.

PRP: efficacia nella gestione del dolore

Dopo un’attenta ricerca di possibili studi da includere nella revisione in letteratura e successive valutazioni, gli autori hanno selezionato 11 lavori, tutti randomizzati e controllati, per un totale di 851 partecipanti, 425 nel gruppo di studio e 426 in quello di controllo. L’età media dei partecipanti è inclusa tra i 52.64 e i 72.49 anni. Il follow up va dal mese ai 12 mesi.

I risultati della revisione mostrano il PRP come uno strumento efficace nella riduzione del dolore, sia che questo venga misurato con la Scala Visuale Analogica, che con lo score Knee Injury and Osteoarthritis Outcome (KOOS).

Per fare un esempio, uno degli studi osserva una riduzione del dolore, nei pazienti trattati con iniezioni intra-articolari di PRP, di 3.35 punti sulla Scala Visuale Analogica, mentre i pazienti del gruppo di controllo hanno avuto una riduzione di 0,90 punti. In questo studio sono state effettuate 3 iniezioni da 4 ml l’una.

Efficacia dei trattamenti con PRP: l’importanza dell’età

Nella loro metanalisi, gli autori si sono concentrati su uno score alla volta, partendo dal WOMAC. In questo caso, si osserva che l’uso di PRP consente un miglioramento complessivo degli outcome funzionali compresa la rigidità nei pazienti con meno di 60 anni.

Un altro fattore che sembra influenzare positivamente i risultati delle iniezioni di PRP è l’articolazione coinvolta: il ginocchio gode di maggiore efficacia. Inoltre è importante che vi sia l’uso di 3 dosi di preparato.

La metanalisi non individua alcun vantaggio significativo dell’uso delle PRP per la parte del WOMAC relativa al dolore, per la VAS e per le diverse dimensioni dello score KOOS. Da ultimo, gli autori evidenziano la presenza di eventi avversi lievi associati all’uso delle PRP; in particolare gonfiore, prurito e dolore al sito dell’iniezione.

Li, S., Wu, T. Investigating the therapeutic impact of platelet-rich plasma on knee, hip, and traumatic osteoarthritis: a meta-analysis and systematic review. BMC Musculoskelet Disord (2026). https://doi.org/10.1186/s12891-026-09486-6

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