Sono meglio i tutori di dito realizzati su misura con materiale medico oppure sono adeguati anche quelli prodotti con materiale comune? È la domanda a cui ha provato a dare risposta uno studio condotto da Yavuz Önel, del dipartimento di Chirurgia della Mano dell’ospedale di Izmir, in Turchia, affiliato all’Università di Scienze della Salute.

Ci sono situazioni cliniche nelle quali è importante immobilizzare una parte dell’apparato muscoloscheletrico in una determinata posizione, per esempio per mettere a risposo parti infiammate o per contrastare l’acquisizione di una determinata postura.

Negli arti superiori, per esempio, gli splint o tutori sono estremamente utili nel trattamento del tunnel carpale, delle tendiniti, del dito a scatto, riducendo il dolore associato e, spesso, evitando l’intervento chirurgico. Ci sono poi situazioni, come le malattie degenerative, in cui questi device possono rallentare la progressione di malattia, oltre che proteggere le zone dolenti e consentire l’uso della mano nell’arco della giornata.

Per essere davvero efficaci, i tutori dovrebbero essere prodotti su misura, così da rispondere alle particolari esigenze di ogni paziente. Oltre che in fase conservativa, gli splint possono avere applicazione anche nel post-operatorio, per facilitare la guarigione del paziente.

Tutori a confronto

Pubblicato su Plastic and Reconstruction Surgery – Global Open, il lavoro di Önel vuole dimostrare la possibilità di realizzare uno splint direttamente in pronto soccorso o in un ambulatorio sanitario partendo da un abbassa-lingua, una benda coesiva autoadesiva, una stecca di alluminio e delle forbici.

Il tutore così realizzato è molto semplice da vedere e poco ingombrante, interessando solo una delle articolazioni delle dita. Per verificare se funzioni, il ricercatore ha confrontato due gruppi di pazienti, tutti sottoposti a una riparazione dei tendini estensori della mano: una parte ha utilizzato il tutore oggetto dello studio, mentre l’altra parte un tutore più strutturato, uno splint statico di polso, mano e dita.

Tutti i partecipanti hanno iniziato precocemente la riabilitazione, tuttavia sembra che quelli che hanno utilizzato il tutore oggetto dello studio abbiano ottenuto miglioramento più rapidi nel muovere la mano, oltre a essere più soddisfatti.

Lungi dal voler proporre una soluzione alternativa a quelle già esistenti prodotte in materiale termoplastico, Öznel vuole semmai mostrare come, in mancanza di questo materiale e del tempo richiesto per la sua lavorazione, sia comunque possibile utilizzare materiali di comune uso medico per realizzare uno splint.

Le ricadute economiche

Ultimo, ma non per importanza, il tutore qui studiato è estremamente economico, consentendone l’uso anche in contesti a basso reddito. Se il materiale termoplastico comunemente utilizzato per produrre uno splint su misura costa, per scatola, dai 40 dollari ai 100 dollari, negli USA, il materiale necessario a produrre il nuovo splint ha un costo irrisorio, che va da circa 6,26 dollari a 10,26 dollari.

Önel Y. A Novel Relative Motion Splint Fabrication Technique Using Low-cost and Readily Available Materials. Plast Reconstr Surg Glob Open. 2026 Jan 14;14(1):e7410. doi: 10.1097/GOX.0000000000007410. PMID: 41541238; PMCID: PMC12803710

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here