Piede cadente, meglio taping o AFO?

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Secondo uno studio preliminare coreano, non ci sono differenze negli esiti ottenuti con AFO e taping kinesiologico in pazienti con piede cadente conseguente a un ictus.

Tra i possibili esiti neurologici che affliggono le funzionalità motorie dei pazienti che hanno subito un ictus c’è anche il piede cadente che si traduce in difficoltà nel passo, con aumentato rischio di caduta. Non solo. La possibilità di camminare è anche presupporto per vivere una vita piena, fatta di attività e relazioni: essere limitati in questa funzione può quindi provocare esiti negativi anche a livello psico-emotivo. Da ultimo, sappiamo che l’attività fisica è fondamentale per un invecchiamento attivo e in salute.

Il trattamento più convenzionale per il piede cadente in questi pazienti è l’uso di un tutore di piede-caviglia (AFO), ma negli anni si sta facendo avanti anche il taping kinesiologico. Uno studio preliminare sud-coreano, condotto dalla Chosun University, dalla Pusan National University e dal Busan Paik Hospital, Busan, prova a mettere a confronto gli effetti dei due trattamenti, ipotizzando che siano equivalenti.

Le fasi di test

Essendo uno studio preliminare, i pazienti coinvolti sono pochi, solo 18. La richiesta del team di lavoro era che camminassero in uno spazio vuoto, liberato di ogni possibile fonte di caduta, nelle due differenti condizioni, ovvero con un AFO o con una fasciatura con taping kinesiologico.

Quello che si è andato a valutare è la stabilità del passo. Ai pazienti è stato dato modo di riposare tra un test e il successivo e, prima di ogni test, hanno potuto fare due o tre passi con il nuovo sistema, come preparazione.

Per questo studio gli autori hanno deciso di utilizzare un AFO parzialmente aperto, disponibile a livello commerciale. Per il taping kinesiologico, invece, si è usato un allungamento del 50%.

Applicato da un terapista con almeno 8 anni di esperienza, il tape è stato messo in 4 step, per stabilizzare al massimo le articolazioni del piede e della caviglia.
L’abilità al passo dei partecipanti è stata valutata con il sistema GAITRite, i cui sensori sono stati nascosti sotto a un tappeto rimovibile, per creare una zona di rilevamento del passo adeguata ai pazienti.

Effettivamente, tape e AFO sembrano equivalenti

Le analisi dei dati rilevati con il sistema GAITRite indicano che, in effetti, i due metodi utilizzati per stabilizzare il piede sono equivalenti, sia per quanto riguarda la velocità e la cadenza del passo.

Inoltre, non sono state trovate differenze significative nemmeno nella fase di oscillazione e in quella di appoggio, né nella lunghezza del passo.
Si protebbe obiettare che indossare un AFO commerciale richiede meno tempo e personale meno esperto dell’applicazione di un taping kinesiologico, tuttavia questo secondo metodo lavora in modo differente, incentivando lo sviluppo della forza muscolare della sede in cui è applicato.

Inoltre, il taping kinesiologico consente di preservare la dorsiflessione della caviglia ed è più comodo di un AFO, rigido e quindi possibilmente percepito come struttura di ostacolo al passo.
Necessario sottolineare che nessuno dei due metodi ha dato effetti collaterali e sono, quindi, sicuri.
Ora i risultati ottenuti in questo studio preliminare necessitano di essere confermati su un più ampio numero di pazienti.

(Lo studio: Choi JB, Lee SH, Park JS. Kinesiology taping and ankle foot orthosis equivalent therapeutic effects on gait function in stroke patients with foot drop: A preliminary study. Medicine (Baltimore). 2023 Jul 14;102(28):e34343. doi: 10.1097/MD.0000000000034343. PMID: 37443471; PMCID: PMC10344586)