Uno dei problemi che maggiormente affliggono gli amputati che indossano una protesi è il disagio dato dall’invaso. Il moncone, infatti, può ferirsi e comunque molti lamentano fastidio.
Si dovrebbero creare rivestimenti e invasi più performanti, ma per farlo sarebbe necessario monitorare l’ambiente interno all’invaso, per conoscerlo meglio.

Uno studio della New York State University e del Baylor College of Medicine ha presentato un tessuto sensibile che potrebbe risolvere il problema (Tabor J, Agcayazi T, Fleming A, Thompson B, Kapoor A, Liu M, Lee M, Huang HH, Bozkurt A, Ghosh T. Textile-based Pressure Sensors for Monitoring Prosthetic-Socket Interfaces. IEEE Sens J. 2021 Apr;21(7):9413-9422. doi: 10.1109/jsen.2021.3053434. Epub 2021 Jan 21. PMID: 33776594; PMCID: PMC7990115).
Si tratta di un sensore capacitivo di pressione costruito in maniera semplice, con un processo di produzione scalabile che sfrutta materiali tessili e filati conduttivi già disponibili in commercio.

Il risultato è un tessuto morbido, flessibile e confortevole, in grado di monitorare l’ambiente interno all’invaso e di raccogliere dati in modo rapido.
Il sistema è, inoltre, a bassa energia. All’inizio gli autori hanno validato il sensore tessile in un ambiente prostetico simulato, per poi utilizzarlo in un amputato bilaterale transtibiale. I risultati mostrano che il dispositivo è promettente, occorrono tuttavia ulteriori approfondimenti.

Stefania Somaré

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