Negli ultimi anni la letteratura ha spesso evidenziato l’utilità di alcune metriche di fluidità del movimento per valutare l’efficacia di spalla, soprattutto in pazienti con patologia neurologica. Partendo da ciò, e dai risultati di una recente revisione che ha confermato la validità di alcune metriche, un team di ricerca internazionale ha voluto capire se le metriche di fluidità del movimento possano essere utili anche nella valutazione delle patologie muscolo-scheletriche, in particolare delle lesioni della cuffia dei rotatori, consentendo di discriminare tra pazienti sani e con lesione.

Le lesioni della cuffia dei rotatori sono molto diffuse nella popolazione tra i 60 e i 70 anni, dove hanno una frequenza del 50%. Si diagnosticano facilmente anche casi, seppur meno frequenti, tra gli over 40.

Lo studio

Il presente studio è stato condotto dalla Fondazione Policlinico Universitario Campus Biomedico di Roma e dal Centro per studi ortopedici avanzati del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, in collaborazione con l’Università Magna Grecia di Catanzaro e dalla Fortius Clinic di Londra.

Sono 33 i pazienti coinvolti in questo studio trasversale; ognuno si è sottoposto a un test di funzionalità della spalla, elevando in modo sincrono i due arti inferiori sul piano sagittale, sul piano scapolare e sul piano frontale.

Grazie a una serie di marcatori retroriflettenti sferici e a un sistema di capture motion optoelettronico in 3D, gli autori hanno potuto misurare alcune metriche, da cui poi dedurre la fluidità del movimento: metrica Dimensionless Squared Jerk, il rapporto del periodo medio di arresto e la lunghezza dell’arco spettrale.

Una volta ottenute le misurazioni, gli autori hanno anche calcolato il coefficiente di variazione, per individuare la variabilità intersoggetto. Infine, è stata valutata la differenza tra l’arto sano e quello con lesione. Vediamo gli esiti raggiunti.

L’efficacia delle metriche di fluidità del movimento

Pubblicato sul Journal of Experimental Orthopaedics, il lavoro proposto ha confermato la validità delle metriche di movimento per individuare soggetti con lesione alla cuffia dei rotatori. Infatti i risultati ottenuti mostrano che queste metriche sono decisamente più basse negli arti con lesione rispetto che in quelli privi di lesione, su tutti i piani presi in considerazione.

Per capirlo, il team ha confrontato i valori delle metriche tra l’arto sano e quello con lesione. Tra le metriche utilizzate, quelle che presentano la variabilità inter-soggetto inferiore sono la lunghezza dell’arco spettrale e il rapporto del periodo medio di arresto. Inoltre, gli autori hanno anche evidenziato che la fluidità del movimento dipende anche dal piano su cui si lavora, essendo maggiore sul piano frontale, rispetto che sul sagittale e lo scapolare.

Mancini L, De Sanctis L, Schena E, D’Hooghe P, de Sire A, Mancuso M, Nazarian A, Carnevale A, Longo UG. Movement smoothness matters: The missing piece in the functional assessment of rotator cuff patients. Insights from a stereophotogrammetry experimental study. J Exp Orthop. 2026 Mar 3;13(1):e70580. doi: 10.1002/jeo2.70580. PMID: 41783688; PMCID: PMC12954642.

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