Tra i device utilizzati per il trattamento conservativo dell’instabilità cronica di caviglia ci sono tutori e sistemi vibrotattili, entrambi riconosciuti come utili dalla letteratura. Un recente studio iraniano, condotto dalla Isfahan University of Medical Sciences e dalla University of Social Welfare and Rehabilitation Sciences, valuta l’efficacia della sinergia tra i due sistemi.

In particolare, gli autori mettono a confronti gli esiti sul controllo posturale del piede e sulla propriocezione articolare di due tutori vibrotattili, uno di caviglia e l’altro plantare. I risultati di questo studio pilota randomizzato sono pubblicati sulla rivista Bioengineering.

Caratteristiche dei device utilizzati

I sistemi vibrotattili sono stati realizzati dall’équipe di studio in collaborazione con un tecnico ortopedico esperto e con un ingegnere elettronico. Obiettivo: minimizzare il peso e la massa dei tutori. Alla fine i device pesano 200 grammi. Al di là della differente collocazione, i due tutori sono uguali nel processo vibrazionale: entrambi vibrano con una frequenza che va dai 30 ai 50 Hz, con un’ampiezza compresa tra 0,5 e 1 mm.

Gli autori confermano che questi numeri corrispondono al range ottimale di sensibilità per un adattamento rapido dei nervi afferenti coinvolti nella propriocezione e nel feedback tattile. La scelta è stata quindi di alternare 500 millisecondi di vibrazione a 500 millisecondi di calma per tutti i 20 minuti della sessione di indossamento. Una volta realizzati i tutori, gli autori hanno arruolato 16 pazienti con instabilità di caviglia cronica, facendo attenzione a selezionare solo persone con una postura neutra del piede.

I risultati del confronto

Otto dei partecipanti sono stati selezionati casualmente per indossare il tutore di caviglia e gli altri 8 per portare quello plantare. In entrambi i casi, le sessioni sono durate 20 minuti, con una frequenza di 3 volte la settimana, per una durata complessiva dello studio di 2 settimane per paziente. Gli indici selezionati per misurare gli outcome sono stati misurati subito prima dell’inizio dello studio, alla sua fine e dopo 2 settimane. Gli outcome selezionati comprendono: l’errore di propriocezione, la velocità del centro di pressione, lo Star Excursion Balance Test e il Six-Meter Hop Test.

Gli autori hanno osservato che l’uso della vibrazione a livello della pianta del piede, invece che di caviglia, consente di ottenere miglioramenti maggiori per quanto riguarda la propriocezione, anche a 2 settimane dalla fine delle sessioni. Entrambi i tutori, invece, supportano una riduzione significativa della velocità del centro di pressione del piede anteroposteriore a 2 settimane di follow up. Nessuno differenza viene, invece, individuata per gli altri due test utilizzati. I risultati ottenuti con questo studio pilota dovranno essere riconfermati in uno studio più ampio.

Khaliliyan H, Bahramizadeh M, Sadeghi-Demneh E. The Effects of Ankle Versus Plantar Vibrotactile Orthoses on Joint Position Sense and Postural Control in Individuals with Functional Ankle Instability: A Pilot Randomized Trial. Bioengineering (Basel). 2026 Jan 25;13(2):138. doi: 10.3390/bioengineering13020138. PMID: 41749678; PMCID: PMC12938502.

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