La variabilità del movimento è considerata una caratteristica importante per ottenere un ottimo controllo motorio anche in movimenti ripetuti, come la corsa e la camminata. Tale variabilità sembra essere ridotta nei soggetti con instabilità di caviglia. Questa condizione, spesso associata a distorsioni ripetute e mal curate, inficia la funzionalità del passo perché porta a eventi di instabilità, appunto.

Un recente studio, pubblicato su Gait & Posture, si concentra sulla corsa, cercando di valutare i cambiamenti nella cinematica da un passo all’altro, sul piano sagittale e su quello frontale. Gli autori hanno, inoltre, aggiunto un altro fattore: il compito richiesto. Da ultimo, si effettua un confronto di quanto accade tra soggetti con e senza instabilità di caviglia. In particolare, in questo lavoro sono coinvolti 24 volontari senza instabilità di caviglia e 26 con instabilità di caviglia.

Instabilità di caviglia e corsa: lo studio

Condotto dalla facoltà di Medicina della Northwestern University, a Feinberg, e dall’Università del Nord Carolina di Greensboro, lo studio prevede di registrare la cinematica di entrambe le caviglie e di calcolarne campioni di entropia a partire dai primi 200 passi consecutivi per ogni arto e per ogni compito.

Più nel dettaglio, gli autori si sono concentrati sull’influenza di alcune variabili sulla cinematica di caviglia: presenza o meno di instabilità di caviglia, arto con lesione o meno, piano frontale e sagittale, tipo di compito richiesto. I compiti richiesti ai partecipanti sono la camminata e la corsa su un trademill, con la possibilità di scegliere la velocità in maniera autonoma.

I risultati dello studio

Ecco alcuni dei risultati presentati nell’abstract dello studio. Prima di tutto, non sono state trovate differenze nella cinematica della caviglia durante l’azione del passo, il che suggerisce che durante il cammino i soggetti con o senza instabilità di caviglia hanno lo stesso controllo motorio del passo.

Diversa la situazione se consideriamo la corsa. In questo caso si osserva una riduzione della variabilità motoria nel piano sagittale e frontale rispetto al gruppo di controllo, sia a carico dell’arto con instabilità di caviglia sia dell’altro. Ciò suggerisce un controllo motorio prevedibile e più vincolato in chi corre con una instabilità di caviglia.

Sugimoto YA, Ross SE. Running with chronic ankle instability: Task-dependent stride-to-stride ankle kinematic variability in sagittal and frontal planes. Gait Posture. 2026 Mar;125:110092. doi: 10.1016/j.gaitpost.2025.110092. Epub 2026 Jan 8. PMID: 41534473

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