Le fratture del terzo prossimale del femore rappresentano uno dei principali problemi di salute negli anziani e si prevede che i casi globali raggiungeranno i 6 milioni entro il 2050.

Possono costituire fino all’84% delle lesioni ossee negli over 60 e sono associate ad alti tassi di morbilità e mortalità, oltre a significativi costi sanitari e sociali. L’incremento della popolazione anziana e i progressi della medicina, che allungano l’aspettativa di vita, contribuiscono a una maggiore incidenza di queste fratture, rendendo urgente sviluppare strumenti predittivi per migliorare la gestione clinica.

Come si è svolto lo studio

Lo studio, condotto presso l’Ospedale Porto Dias, Beleém, in Brasile, ha coinvolto 395 pazienti sopra i 60 anni sottoposti a interventi chirurgici per fratture prossimali del femore (collo, transtrocanteriche, subtroncanteriche). Sono stati raccolti dati su età, genere, tempo trascorso tra frattura e intervento, tipologia di intervento, indici ematici, comorbidità e complicanze post-operatorie.

L’analisi statistica ha, inoltre, incluso regressione logistica bivariata e multivariata, con lo sviluppo di un nomogramma predittivo della mortalità entro 12 mesi.

Chi rischia di più?

Il tasso di mortalità a un anno è stato del 20,75%. Età superiore agli 83 anni, ritardo chirurgico oltre le 48 ore, anemia grave (emoglobina >9g/dL), leucocitosi e polmonite post-operatoria sono stati i principali fattori di rischio.

Nel corso dell’analisi, non sono state osservate differenze significative legate a genere, tipo di frattura o tipologia di intervento. I dati confermano che la gestione clinica precoce e accurata è più rilevante del modello di frattura o della procedura d’intervento scelta.

Il nomogramma predittivo

Il modello sviluppato nel corso dello studio assegna punteggi ai fattori di rischio chiave, consentendo di stimare la probabilità di mortalità. Con una sensibilità del 72,8% e una specificità del 72%, il nomogramma offre un supporto concreto per identificare pazienti ad alto rischio e pianificare interventi tempestivi o strategie terapeutiche personalizzate.

Verso una gestione più sicura dei pazienti anziani

La mortalità elevata nelle fratture prossimali del femore è legata a età avanzata, ritardo nell’intervento chirurgico e complicanze cliniche come anemia e infezioni polmonari. La valutazione precoce dei fattori di rischio individuali resta cruciale, poiché né il tipo di frattura né il genere risultano determinanti. Interventi tempestivi e monitoraggio clinico accurato possono ridurre significativamente il rischio di morte. Lo studio ha sviluppato un predittore di mortalità efficace basato su dati clinici iniziali.

Identificare tempestivamente i fattori di rischio permette di ottimizzare le strategie terapeutiche e migliorare la prognosi negli anziani con fratture prossimali del femore.

Machado JKS, Dos Santos ECS, Dos Santos DR. MORTALITY PREDICTOR IN ELDERLY PATIENTS AFTER PROXIMAL THIRD FEMUR FRACTURE: ANALYSIS OF 395 CASES. Acta Ortop Bras. 2025 Sep 22;33(5):e289995. doi: 10.1590/1413-785220253305e289995. PMID: 40995497; PMCID: PMC12456900.

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