L’attuale aumento delle richieste riabilitative da parte della popolazione mondiale è contestuale, in gran parte dei Paesi, all’indebolimento dei sistemi sanitari nazionali, dovuto principalmente a un calo delle risorse, economiche e umane. Tra le soluzioni possibili c’è anche la domiciliarizzazione della riabilitazione. Il modo più semplice consiste nel formare il paziente, o un suo caregiver, allo svolgimento degli esercizi riabilitativi perché possa svolgerli in autonomia a casa. Resta da capire se tale strategia sia davvero vincente.
Una recente revisione sistematica della letteratura cilena, pubblicato sul Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy mette a confronto gli esiti funzionali ottenuti con due metodi differenti in pazienti con frattura distale di radio: da una parte la riabilitazione domiciliare, condotta in autonomia dal paziente, e dall’altra una riabilitazione con supervisione di un fisioterapista.
Riabilitazione domiciliare e non a confronto
L’intento degli autori è di trovare evidenze chiare, capaci di fornire una risposta al quesito iniziale e di orientare i modelli riabilitativi per pazienti con frattura distale di radio. A tale scopo, la revisione prende in considerazione solo studi randomizzati controllati.
La ricerca nei diversi motori di ricerca ha portato alla selezione di 13 studi. Gli esiti degli studi clinicamente omogenei sono stati quindi elaborati statisticamente con una metanalisi degli effetti casuali. L’analisi ha permesso di individuare alcune differenze tra i due tipi di approccio riabilitativo. Per esempio, a 6 settimane dall’inizio del percorso riabilitativo si individuano differenze a favore del gruppo supervisionato nella valutazione del polso effettuata dal paziente, nella forza di presa rispetto al polso sano, nel range of motion del polso in estensione.
Nessuna di queste differenze ha un livello di evidenza forte In particolare, la prima e l’ultima si associano a un livello di evidenza moderato, mentre la seconda a un livello di evidenza basso. Se analizzati in sottogruppi, i dati mostrano una maggior efficacia della terapia riabilitativa con supervisione nei pazienti over 65, per quanto riguarda la funzionalità e il range of motion del polso.
Infine, gli autori hanno anche osservato che la riduzione del dolore e i miglioramenti nel range of motion articolare crescono all’aumentare delle sessioni riabilitative supervisionate seguite dai pazienti.
Fratture di radio distale: l’incidenza
Le fratture di radio distale sono piuttosto comuni nella popolazione, rappresentando tra il 17% e il 25% di tutte le fratture e il 75% delle fratture che avvengono a carico dell’avambraccio. Gli over 65 hanno una maggior probabilità di rompere quest’osso a causa dell’osteoporosi: è sufficiente infatti un trauma a bassa energia per determinare la frattura. C’è poi un’altra categoria di individui che incappa frequentemente in questa frattura: si tratta degli adolescenti. Tale dato è determinato dalle cadute da bicicletta, moto, skateboard e così via. La riabilitazione è fondamentale in questi pazienti, perché il gesso o il tutore immobilizzano il polso: occorre quindi ristabilire la forza muscolare e la mobilità articolare per una ripresa completa.
Gutiérrez-Espinoza H, Araya-Quintanilla F, Cuyúl-Vásquez I, Celi-Lalama D, Valenzuela-Fuenzalida J, Hagert E, López-Gil JF. Comparing Supervised Physical Therapy to Home Exercise Programs in Patients With Distal Radius Fractures: A Systematic Review With Meta-Analysis of Randomized Clinical Trials. J Orthop Sports Phys Ther. 2026 Mar;56(3):158-175. doi: 10.2519/jospt.2026.13561. PMID: 41764173.


