Tra le strategie attualmente studiate per il trattamento dell’artrosi di ginocchio c’è la medicina rigenerativa, che vorrebbe ridurre lo stato infiammatorio articolare e rallentare il progredire della patologia, se non addirittura ristabilire la salute articolare. Se normalmente si parla di plasma ricco di piastrine (PRP, platelet rich plasma) e cellule staminali, una recente revisione narrativa si concentra sugli esosomi, nanovescicole che trasportano proteine, lipidi e acidi nucleici e che rivestono un ruolo essenziale nella comunicazione tra cellule, nella immunomodulazione e nella riparazione dei tessuti.
Condotta da un team dell’Ospedale popolare numero 1 di Xiangyang dell’Università Medica di Hubei, in Cina, con la collaborazione della Scuola di Medicina dell’Università di Scienze e Tecnologia di Wuhan, la revisione vuole offrire dei riferimenti chiari ai ricercatori, ai clinici e agli studenti in materie affini, così da favorire il trasferimento di quanto appreso negli studi di ricerca nella clinica, sia per la diagnosi che per il trattamento dell’artrosi di ginocchio.
L’uso degli esosomi a finalità diagnostiche
Un primo aspetto preso in considerazione dagli autori della revisione è la possibile funzione diagnostica degli esosomi. Nella cellula, gli esosomi rivestono un ruolo fondamentale nei processi patologici, dal momento che contribuiscono alla regolazione dei processi infiammatori. Non solo. Per questa ragione, gli autori evidenziano come in diversi studi presenti in letteratura gli esosomi sono indicati come possibili marker di patologia. Ciò vale soprattutto negli stati precoci dell’artrosi di ginocchio, ancora esenti da sintomi quale il dolore e la disfunzionalità articolare e da segni di danno cartilagineo nelle immagini mediche.
La letteratura riporta una serie di marker trasportati dagli esosomi che possono indicare presenza di gonartrosi, come il micro-RNA aberrante 193b-3p che viene sottoprodotto in pazienti con artrosi, o i micro-RNA 130b-3p e 1271-5p, che sono invece prodotti maggiormente.
Un altro possibile marcatore, trasportato dagli esosomi, è il micro-RNA 140, la cui espressione aberrante può indicare un’azione condroprotettiva e, quindi, un processo patologico a carico delle cartilagini. Una diagnosi precoce, effettuata prima che vi sia un reale danno a carico delle cartilagini del ginocchio, permetterebbe di giocare di prevenzione e di mettere in atto cure davvero efficaci nel contrastare questa patologia articolare, sempre più diffusa nella popolazione.
Esosomi nel trattamento della gonartrosi
Data la loro capacità di trasportare sostanze all’interno del corpo e di favorire la comunicazione tra cellule, gli esosomi possono anche essere utilizzati nel trattamento dell’artrosi di ginocchio. In letteratura ci sono già esempi, che gli autori riportano nella loro revisione narrativa.
Tra i possibili candidati nel trattamento di questa patologia vi sono, per esempio, gli esosomi prodotti dalle cellule mesenchimali del tessuto adiposo, capaci, a quanto dicono alcune ricerche in vivo e in vitro, di sopprimere il rilascio dei mediatori infiammatori e, quindi, di ridurre l’infiammazione a carico dei condrociti articolari. Uno dei micro-RNA coinvolto in questo processo sarebbe miR-338-3p.
Alcuni lavori studiano, invece, gli esosomi rilasciati dalle cellule mesenchimali del grasso intra-articolare, quello presente a livello della patella, che sarebbero capaci di sopprimere l’attivazione proinfiammatoria delle cellule sinoviali e dei macrofagi, di fatto bloccando la patologia ai suoi esordi.
La revisione narrativa presenta esosomi anche da altre fonti, come per esempio quelli derivati dalle cellule mesenchimali della sinovia, dai fibroblasti della sinovia, dal cordone ombelicale e persino dall’embrione umano, dalle cellule staminali presenti nelle urine umane e nel liquido amniotico, dalle cellule staminali presenti nella polpa dentale e dalle cellule del sistema immunitario.
Le vie di derivazione di questi esosomi sono innumerevoli, come si vede. Una volta ottenuti, gli esosomi devono essere ingegnerizzati e stabilizzati per poter diventare una cura per l’artrosi di ginocchio. E qui ci sono alcune delle sfide che i ricercatori stanno ancora cercando di superare.
Li X, Li Z, Zhao Q, Zhou X, Shi Y, Zhou S, Duan P, Huang G and Shi Y (2026) Research progress and prospects of exosomes from diverse cellular sources in the treatment of knee osteoarthritis: a narrative review. Front. Surg. 13:1762559. doi: 10.3389/fsurg.2026.1762559


