L’epifisiodesi permanente (pED) rappresenta da decenni una strategia consolidata per il trattamento delle discrepanze di lunghezza degli arti inferiori comprese tra 2 e 5 cm in pazienti scheletricamente immaturi. La tecnica classica descritta da Phemister ha mostrato buoni risultati di equalizzazione, ma è stata progressivamente sostituita da approcci percutanei meno invasivi. Tuttavia, molte tecniche moderne continuano a basarsi sul principio di Phemister. Rimangono, invece, limitate le evidenze sugli esiti a lungo termine, in particolare sull’impatto morfologico e funzionale dell’articolazione del ginocchio e sul rischio di osteoartrite precoce.
Lo studio
Un recente studio mira a valutare gli esiti clinici e radiologici a lungo termine della epifisiodesi permanente secondo Phemister, con particolare attenzione alla morfologia e all’allineamento del ginocchio; allo sviluppo di osteoartrite; alla funzione articolare e alla qualità della vita; al grado di riduzione della discrepanza di lunghezza degli arti inferiori.
I risultati ottenuti nel corso dell’analisi sono stati confrontati con un gruppo di controllo sano, non sottoposto ad interventi al ginocchio.
Nello studio, di coorte retrospettivo con follow-up molto prolungato, sono stati inclusi 20 pazienti trattati con epifisiodesi permanente di Phemister tra il 1980 e il 2006 e 10 controlli appaiati per età e sesso. L’età media dei pazienti al follow-up era di circa 49 anni, con un tempo mediano di osservazione di 37 anni. La discrepanza di lunghezza degli arti inferiori preoperatoria media è stata di 2,8 cm e la procedura ha interessato femore distale e/o tibia prossimale della gamba più lunga.
Metodologia di valutazione
Tutti i soggetti sono stati sottoposti a esame clinico, valutazione radiologica standardizzata e compilazione di questionari validati (OKS, EQ-5D-3L, KOOS). Sono stati inoltre analizzati l’allineamento degli arti, i parametri intra-articolari del ginocchio, la presenza di osteoartrite secondo Kellgren-Lawrence e la discrepanza di lunghezza degli arti inferiori residua. L’analisi su base statistica ha confrontato pazienti e controlli con un livello di significatività di α <0,05.
Risultati principali: ginocchio e osteoartrite
Per quanto concerne l’allineamento frontale e sagittale o la morfologia intra-articolare del ginocchio, non sono emerse differenze clinicamente rilevanti tra pazienti e controlli. Nella quasi totalità dei casi, i parametri radiologici rientravano nei valori di riferimento. L’osteoartite di grado lieve (Kellgren-Lawrence 1) è stata osservata nel 10% dei pazienti e in nessun controllo, senza un chiaro nesso causale con deformità secondarie o significativa discrepanza di lunghezza degli arti inferiori residua.
Funzione del ginocchio e qualità della vita
Il 40% dei pazienti ha riferito un certo grado di fastidio al ginocchio trattato, assente nei controlli. Tuttavia, questi disturbi non si sono tradotti in limitazioni oggettive del range di movimento o in instabilità clinica. I questionari hanno mostrato punteggi mediamente più bassi nei pazienti, indicando una percezione soggettiva di maggior dolore e minore qualità della vita, pur in assenza di evidenze cliniche o radiologiche significative.
Efficacia nella riduzione della discrepanza di lunghezza degli arti inferiori
La epifisiodesi permanente di Phemister ha consentito una riduzione media della discrepanza di lunghezza degli arti inferiori di circa 1,7 cm. Un buon risultato (<1,5 cm di discrepanza di lunghezza degli arti inferiori residua) è stato ottenuto nel 65% dei pazienti, risultati discreti nel 30% e scarsi nel 5%. La discrepanza di lunghezza degli arti inferiori residua media di 1,1 cm è risultata comparabile a quella riportata in letteratura per tecniche sia aperte che percutanee. I casi di sovracorrezione sono stati rari e generalmente di entità limitata.
Implicazioni cliniche
Lo studio non evidenzia un impatto negativo a lungo termine della epifisiodesi permanente di Phemister sull’articolazione del ginocchio, né un aumento significativo del rischio di osteoartrite precoce. Sebbene si sia riscontrata una maggiore percezione soggettiva di fastidio nei pazienti, la funzione articolare risulta globalmente conservata.
I risultati di efficacia nella riduzione della discrepanza di lunghezza degli arti inferiori sono sovrapponibili a quelli delle tecniche moderne. Pur essendo oggi considerata eccessivamente invasiva, la tecnica di Phemister fornisce solide basi a supporto delle moderne epifisiodesi permanente ispirate allo stesso principio, la cui valutazione rischio-beneficio a lungo termine resta un ambito di ricerca prioritario.
Laufer A, Swoboda P, Gosheger G, et al. Long-term outcome (28-40 years) after correction of leg length discrepancy through permanent epiphysiodesis. J Orthop Traumatol. 2025;26(1):76. Published 2025 Dec 16. doi:10.1186/s10195-025-00895-2


