Disabilità: tagliare gli sprechi veri

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Quanto si spende in Italia per accertare le invalidità? Quanto deriverebbe in termini di risparmio dalla semplificazione amministrativa? È l’oggetto di un’elaborazione propositiva che la Federazione per il Superamento dell’Handicap invierà nei prossimi giorni ai Ministeri della Salute, della Funzione Pubblica, del Lavoro e delle Politiche sociali, e dell’Economia. La Fish fa notare come molte delle visite e dei costi previsti dalla normativa siano spesso inutili e superflue (per esempio, per accedere alla riabilitazione sono necessarie una visita del medico territoriale e una del medico della struttura convenzionata). Inoltre, è molto alto il numero degli operatori coinvolti nelle attività di accertamento, valutazione, verifica, conferma, controllo delle diverse condizioni sanitarie, con i conseguenti costi. Si pensi che ogni commissione Asl di accertamento di invalidità è composta da tre medici Asl, un medico Inps, un medico rappresentate delle associazioni di categoria (a carico dello Stato), ma i verbali rilasciati da questa commissione vengono poi verificati da una seconda commissione Inps di uguale composizione. Quanto ai costi, solo per pagare medici esterni all’Inps nel 2011 sono stati spesi 25 milioni di euro. Simile impianto normativo e burocratico è poi motivo di contenzioso: sono oltre trecentomila le cause civili pendenti (fonte: Corte dei Conti, determinazione 91/2012), per un giro d’affari di circa due miliardi di euro. Non ultima, la lentezza del sistema: tra presentazione della domanda di accertamento ed erogazione delle provvidenze economiche posso passare anche trecentoquaranta giorni. È per questo che la Fish intende proporre una revisione dei criteri di valutazione e una massiccia semplificazione normativa.