Occupazioni fisicamente impegnative che prevedono il sollevamento e il trasporto di carichi pesanti, come succede per esempio nei servizi di emergenza e nella difesa, possono sottoporre la colonna vertebrale a carichi prolungati. Nel tempo questo stress può favorire problemi come il danneggiamento dei dischi intervertebrali, con conseguenze che includono lombalgia e lo sviluppo di condizioni croniche che possono portare a diversi livelli di disabilità. Come prevenirle?
Un recente studio condotto dall’Università del Queensland meridionale di Ipswich, in Australia, si è interrogato sulla possibilità di misurare la risposta allo sforzo della colonna vertebrale in contesti reali mediante ecografia, uno strumento portatile e di certo più pratico e accessibile della risonanza magnetica. La ricerca è stata pubblicata su JOR Spine.
La geometria della colonna sotto sforzo
L’idea di partenza era verificare se la ecografia muscoloscheletrica potesse restituire un quadro della compressione spinale attraverso l’analisi delle modifiche nella geometria della colonna lombare sottoposta al carico. In particolare, misurando le distanze tra i processi trasversi delle vertebre lombari come indicatore della compressione spinale in diverse condizioni di carico.
I ricercatori, esperti in ergonomia, biomeccanica spinale e prevenzione, hanno sottoposto 11 volontari sani tra i 28 e i 38 anni a misurazione ecografica delle distanze tra i processi trasversi lombari e della distanza lombare totale, che riflettono la compressione spinale. Prima di iniziare le misurazioni, i candidati si sono riposati in posizione supina per 30 minuti. Poi sono stati visitati in quattro momenti e condizioni differenti: subito dopo essersi alzati in piedi, senza carico; dopo 15 minuti di stazione eretta scarica; dopo 15 minuti sotto un peso di 25 kg e dopo 30 minuti con lo stesso carico. Le misurazioni, per conferma, sono state ripetute anche a distanza di 7 giorni.
Per le valutazioni sotto sforzo, gli studiosi hanno fatto indossare ai partecipanti un giubbotto ponderato (Ez Vest Max V2 di Kensui Fitness) caricato con il peso indicato, metà sulla parte anteriore e metà su quella posteriore del busto. L’entità del peso è rappresentativa dei carichi pesanti tipicamente trasportati nei ruoli considerati fisicamente impegnativi.
La scelta dell’ecografia è caduta su una sonda convessa, da posizionare longitudinalmente a contatto con la pelle usando come riferimento anatomico le punte dei processi trasversi delle vertebre lombari. La misurazione è partita dal sacro ed è risalita a coprire ciascun livello lombare (da L5 a L1).
Tra monitoraggio e prevenzione
Venendo ai risultati, si è visto che il carico ha determinato una riduzione delle distanze inter-trasversali a livello della colonna lombare, in particolare ai livelli medi (L2/3 e L3/4), oltre che nella distanza lombare totale, suggerendo una compressione spinale localizzata.
I dati sono in linea con la letteratura preesistente, che evidenzia come il peso influenzi in maniera differente i vari livelli lombari e possa contribuire alla riduzione degli spazi intervertebrali associata a un maggiore rischio di dolore lombare.
Nonostante i limiti legati al campione ridotto e alle condizioni statiche dello studio, l’ecografia si è dimostrata uno strumento affidabile per misurare le variazioni. Secondo i ricercatori, questo approccio potrebbe essere applicato in diversi contesti per conoscere in tempo reale la compressione spinale durante il trasporto di carichi, nella diagnosi precoce di anomalie del carico spinale e per valutare l’efficacia di interventi occupazionali o riabilitativi. Inoltre, in ambito di ricerca il metodo potrebbe contribuire a sviluppare strategie preventive più mirate per ridurre il dolore lombare.
Sherrilyn Walters, Ben Hoffman, Celeste E. Coltman, Lester Walters, Muneeb Iqbal, Dean E. Mills Reliability of Ultrasonography to Assess Spinal Compression During Heavy Load Carriage. JOR Spine. 2026 Feb 10;9(1):e70137. doi: 10.1002/jsp2.70137. eCollection 2026 Mar. PMID: 41684429


