Circa il 30% dei bambini di età inferiore o uguale ai 4 anni cammina con le punte rivolte verso l’interno del piede. Chiamata “in-toeing“, questa andatura è molto diffusa in tutto il mondo e nella maggioranza dei casi si risolve in modo spontaneo. Se ciò non avviene, il bambino può, tuttavia, sviluppare una instabilità del passo, con conseguenti cadute frequenti e un certo disagio.

Inoltre, c’è chi sottolinea che questa andatura possa influenzare il benessere dell’arto inferiore negli anni successivi, andando a mettere sotto stress il ginocchio, per esempio, e stimolando un mal allineamento dell’arto stesso.

Un recente studio del Children’s Hospital della Nanjing Medical University, in Cina, valuta in modo retrospettivo l’efficacia di cuscinetti plantari per la stimolazione della propriocezione. Lo studio si concentra su un’età compresa tra i 5 a i 12 anni.

Il valore dei cuscinetti plantari propriocettivi

In letteratura non esiste consenso rispetto al momento più propizio per iniziare un trattamento conservativo per migliorare l‘andatura dei bambini con diagnosi di “in-toeing”. Alcuni suggeriscono di non attendere oltre i 7 anni di età.

Tra i possibili device disponibili per intervenire su questa modalità di passo ci sono anche le solette plantari propriocettive: sottili e facili da usare, perché basta inserirle nelle scarpe, vengono spesso accettate senza fatica dal bambino e portano a una modulazione del controllo neuromuscolare e dell’allineamento posturale.

Lo studio citato in precedenza prende in considerazione 119 bambini trattati per “in-toening”, assegnandoli retrospettivamente al gruppo di studio se hanno usato i cuscinetti plantari e a quello di controllo se non li hanno utilizzati.

I risultati del confronto

Il confronto tra i due gruppi è stato effettuato utilizzando come outcome la progressione dell‘angolo del piede, la velocità del passo, la lunghezza del passo, l’indice dell’arco, il picco di pressione plantare.

Gli autori hanno potuto confermare che l’uso delle solette plantari propriocettive porta a un miglioramento significativo della progressione dell’angolo del piede, miglioramento che non si osserva invece nei pazienti del gruppo di controllo.

Per quanto riguarda invece gli altri outcome, non si sono evidenziate differenze statisticamente significative tra i due gruppi. Lo studio non ha effettuato una valutazione costo/beneficio dell’uso di queste solette, tuttavia gli autori ne ricordano il basso costo e la completa assenza di invasività, il che porta a pensare che il rapporto indicato sia positivo. Tuttavia serviranno ulteriori studi per confermare questa sensazione.

Ben, Y., Chen, J., Zheng, D. et al. Effects of proprioceptive stimulation foot pads on in-toeing gait in children: a retrospective study. J Orthop Surg Res (2026). https://doi.org/10.1186/s13018-025-06644-9

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