La ricerca di strategie d’intervento alternative o complementari per l’artrite reumatoide – malattia autoimmune cronica che provoca infiammazione delle articolazioni, dolore, rigidità e danni progressivi a ossa e cartilagine – continua a essere una priorità. Molti pazienti, infatti, non raggiungono con i farmaci tradizionali gli obiettivi sperati o sviluppano effetti collaterali che limitano l’uso dei trattamenti.

Uno studio pubblicato di recente su Nature Medicine propone un approccio innovativo: la modulazione neuroimmune tramite stimolazione del nervo vago, un percorso che sfrutta i segnali del sistema nervoso per ridurre l’infiammazione in modo mirato.

La ricerca, realizzata all’interno di una collaborazione tra diversi centri di reumatologia negli Stati Uniti, è stata supervisionata da un comitato centrale con il supporto dello sponsor SetPoint Medical. I risultati clinici in termini di riduzione dei sintomi sono stati molto positivi.

Al cuore dello studio

La scelta di intervenire sull’attivazione del nervo vago è mirata a lavorare sul cosiddetto riflesso infiammatorio, un meccanismo attraverso il quale il vago, le cui ramificazioni si estendono praticamente in tutto il corpo, può influenzare la risposta immunitaria. Nello specifico, i segnali nervosi modulano la produzione di citochine proinfiammatorie, come il TNF-α e le interleuchine IL‑6 e IL‑1β: stimolare elettricamente questo nervo non agisce, dunque, sul sistema immunitario, ma guida l’organismo a spegnere l’infiammazione.

Lo studio ha coinvolto 242 pazienti adulti con artrite reumatoide da moderata a grave, resistente ai trattamenti convenzionali, con risposta insufficiente o intolleranza ai farmaci. I candidati sono stati divisi in due gruppi, di cui uno è stato sottoposto a stimolazione vagale mentre l’altro, di controllo, ha ricevuto una stimolazione simulata.

Il dispositivo impiegato (modello SetPoint System) è uno stimolatore miniaturizzato che viene impiantato chirurgicamente nella parte sinistra del collo, in prossimità del nervo vago. L’intervento, eseguito in anestesia generale in regime ambulatoriale, consente di posizionare il sistema in modo da attivare quotidianamente il trattamento.

Il trial, randomizzato e controllato, è stato impostato in due fasi. La prima, finalizzata a valutare la risposta clinica, con i due gruppi in doppio cieco per tre mesi; la seconda, con i due gruppi riuniti e tutti i pazienti sottoposti a stimolazione effettiva per 12 mesi, in modo da monitorare gli effetti a lungo termine. Le sessioni di stimolazione duravano un minuto al giorno.

Gli effetti della stimolazione vagale

Dopo 3 mesi, il gruppo di pazienti sottoposti a stimolazione vagale ha mostrato un sostanziale miglioramento rispetto al gruppo di controllo: presentavano una riduzione del gonfiore e della dolorabilità articolare e, come suggerito dalla risonanza magnetica, un probabile rallentamento della progressione del danno. L’estensione del trattamento a un anno ha determinato benefici clinici più marcati, a dimostrazione del consolidamento degli effetti.

Non sono stati osservati effetti collaterali o problemi di sicurezza legati alla stimolazione; l’unico tipo di evento avverso (come fastidio o dolore di lieve entità) è imputabile alla procedura per l’impianto del piccolo device, della durata di circa un’ora.

La connessione tra sistema nervoso e immunitario

Pur essendo ancora preliminari, questi risultati mostrano come la connessione tra sistema nervoso e sistema immunitario possa essere sfruttata per migliorare le condizioni di chi soffre di artrite reumatoide refrattaria ai farmaci. Gli autori sottolineano che sarà necessario confermare l’efficacia e la sicurezza della stimolazione attraverso studi più ampi e di lungo periodo, ma quanto osservato finora è promettente.

Al di là dell’artrite reumatoide, la ricerca apre anche interessanti prospettive di applicazione delle terapie bioelettroniche per altre malattie infiammatorie, dove la modulazione neuroimmune potrebbe fungere da approccio innovativo per un controllo dell’infiammazione senza l’impiego esclusivo di medicinali. Con potenziali implicazioni cliniche e industriali.

Tesser JRP, Crowley AR, Bo EJ et al. Vagus nerve-mediated neuroimmune modulation for rheumatoid arthritis: a pivotal randomized controlled trial. Nat Med. 2026 Jan;32(1):369-378.doi: 10.1038/s41591-025-04114-7.

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