L’artroplastica totale dell’anca (total hip arthroplasty, THA) mediante approccio anteriore diretto (direct anterior approach, DAA) è sempre più utilizzato per la sua natura muscle-sparing, per il recupero funzionale precoce e la ridotta aggressione dei tessuti molli. Tuttavia, nei pazienti obesi (BMI > 30KG/m2), il DAA-THA pone sfide tecniche specifiche, con un potenziale aumento del rischio di complicanze perioperatorie.

Considerata la crescente prevalenza dell’obesità, è fondamentale valutare in modo sistemico la sicurezza e l’efficacia di questa tecnica su una popolazione tradizionalmente considerata a maggior rischio chirurgico.

La revisione

Una recente revisione ha analizzato gli esiti funzionali, i tassi di complicanze e i reinterventi nei pazienti obesi sottoposti a DAA-THA al fine di definire il reale impatto dell’obesità sugli outcome chirurgici.

Condotta secondo le linee guida PRISMA, la revisione ha incluso studi pubblicati tra il 2000 e il 2024 su Pubmed, Cochrane e Web of Science. Gli studi selezionati riportavano dati specifici su pazienti obesi sottoposti a protesi totale dell’anca con approccio anteriore diretto.

Gli outcome analizzati comprendevano risultati funzionali, complicanze perioperatorie e tassi di reintervento, valutando la qualità metodologica con il Modified Coleman Methodology Score (mCMS).

Esiti funzionali e tempi chirurgici

L’analisi ha incluso 11 studi per un totale di 8.062 DAA-THA, di cui 3.658 in pazienti obesi. I risultati funzionali postoperatori, valutati tramite Harris Hip Score (HHS), hanno mostrato significativi miglioramenti in entrambi i gruppi, con punteggi medi sovrapponibili tra pazienti obesi e non obesi. Nei pazienti con obesità, tuttavia, il tempo operatorio risultava più lungo, riflettendo una maggiore complessità tecnica dell’intervento.

Complicanze e reinterventi

Il tasso complessivo di complicanze era più elevato nei pazienti obesi sottoposti a DAA-THA. Le principali complicanze includevano: infezioni superficiali della ferita chirurgica, infezioni articolari protesiche, trombosi venosa profonda. Anche il tasso di reintervento risultava superiore nei pazienti con BMI > 30kg/m2, sebbene restasse globalmente contenuto.

Implicazioni cliniche e chirurgiche

I dati indicano che il DAA nella protesi totale dell’anca mantiene ottimi risultati funzionali anche nei pazienti obesi, ma è associato a un profilo di rischio sensibilmente più elevato. L’obesità non rappresenta una controindicazione assoluta al DAA-THA, ma richiede un’attenta selezione del paziente; una rigorosa ottimizzazione preoperatoria; un’elevata esperienza chirurgica e una gestione perioperatoria mirata.

L’approccio anteriore diretto nella protesi totale dell’anca è una tecnica efficace anche nei pazienti obesi, nonostante un aumento di complicanze a reinterventi rispetto ai pazienti con BMI < 30 kg/m2. Una strategia personalizzata e multidisciplinare è essenziale per ottimizzare gli esiti clinici. Ulteriori studi prospettici con follow-up a lungo termine sono necessari per definire protocolli standardizzati nel trattamento del paziente obeso sottoposto a DAA-THA.

Corradi N, Trimarchi A, Soldati AL, Martini I, Colombelli A, Belluati A. Feasibility and outcomes of the direct anterior approach in total hip arthroplasty for obese patients: a systematic review. Musculoskelet Surg 2025; Sep 5.

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