SLA: al via nuovo studio italiano per capirne l’eziologia

0
49
SLA: al via nuovo studio italiano per capirne l'eziologia
Gian Giacomo Consalez

Sono circa 6.000 gli italiani affetti da SLA, malattia rara neurodegenerativa della quale ancora restano ignoti i meccanismi eziopatologici.
Proprio alla scoperta di tali meccanismi è dedicato il nuovo progetto dell’Università Vita-Salute San Raffaele e dell’Istituto di biofisica del CNR, chiamato AxiRibALS e vincitore della “Call For Projects 2017” di AriSLA – Fondazione Italana di ricerca sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica.
Il progetto ha ottenuto un finanziamento di 210.000 euro.

Una delle cose che dovranno essere verificate nel corso dei tre anni di progetto è se la SLA induca in qualche modo gli assoni a produrre proteine. Gli scienziati hanno sempre sostenuto che gli assoni non producano proteine, ma quelli colpiti dalla SLA sono i più lunghi del corpo umano e alcune evidenze iniziano a minare questa convinzione.
Per essere portato avanti il progetto necessita di tecnologie innovative.

Ecco il commento del professor Gian Giacomo Consalez, associato di Anatomia Umana e coordinatore dell’insegnamento di Istologia, Embriologia e Morfologia Umana per il corso di laurea di Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche: «questo full project nasce dalla necessità di tornare al bancone per analizzare i meccanismi molecolari alterati in una patologia di cui si conosce ben poco. Per il mio gruppo è un riconoscimento importante, visto che non ci siamo mai occupati prima di sclerosi laterale amiotrofica, e che ci avventuriamo in un campo per noi nuovo. Il finanziamento premia un’idea interessante che non aveva ricevuto attenzione prima d’ora.
Siamo all’nizio di un percorso arduo e faremo del nostro meglio per onorare questo importante riconoscimento producendo dati innovativi e speriamo rilevanti per l’approccio alla malattia. Per il nostro Ateneo si tratta di un riconoscimento che conferma l’impegno incessante messo in campo dai docenti e ricercatori UniSR nella ricerca di base e traslazionale».

Stefania Somaré

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here