Frattura dell’anca: una retrospettiva

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Con l’aumentare dell’età i casi di frattura dell’anca aumentano.
Uno studio retrospettivo a 10 anni (Tiihonen R, et al., “A 10-Year Retrospective Study of 490 Hip Fracture Patients: Reoperations, Direct Medical Costs, and Survival”, Scand J Surg. 2018), pubblicato sulla rivista Scandinavian Journal of Surgery, ha valutato i tassi di rioperazione, i costi medici diretti e la sopravvivenza su 490 pazienti, operati dallo stesso centro medico dal 31 dicembre 2004 al 6 dicembre 2006.
Dal punto di vista dei metodi, i ricercatori hanno classificato le fratture usando la classificazione di Garden e la classificazione AO. Le annotazioni mediche relative ai pazienti sono state ricercate manualmente.
Il costo per l’evento di rioperazione è stato calcolato usando il metodo della diagnosi a raggruppamento omogeneo.

Ecco i numeri indicati dai ricercatori: 70 pazienti su 490 hanno subito una rioperazione, il 34,2% delle quali nel primo mese dopo il primo intervento e il restante 72,9% entro un anno dallo stesso.
Si è trovata una correlazione tra abuso di alcool e necessità di subire un secondo intervento.

Il costo della rioperazione è stato trovato superiore a quello del primo intervento: 9800 euro per il reintervento contro 7500 euro della prima operazione.
Il tasso di mortalità a 10 anni dall’intervento è del 79,8% tra i pazienti non rioperati e del 62,9% tra quelli rioperati.
Lo studio serve soprattutto a confermare l’ipotesi dei ricercatori che la seconda operazione per riparare una frattura di anca sia più costosa della prima.

Stefania Somaré

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